Mauritania: nuova rivendicazione di Al Qaida su rapimento italiani

Il rapimento dei due italiani in Mauritania ha ancora una volta la firma di Al Qaida. Il gruppo terroristico nel Maghreb islamico (che lì prende il nome di Aqmi) ha infatti rivendicato l’operazione un’altra volta, attraverso un comunicato pubblicato su internet e recante la data del 30 dicembre. In esso compaiono tre foto: due dei documenti d’identità di Sergio Cicala e della moglie, originaria del Burkina Faso e anche lei ostaggio degli estremisti, e una della coppia, in ginocchio e circondata da cinque uomini armati.

La pubblicazione della nuova rivendicazione è stata resa nota dal Centro americano di sorveglianza dei siti estremisti islamici (Site).

Attraverso la nota l’Aqmi ha affermato che “il rapimento è avvenuto quando il governo di Silvio Berlusconi sostiene le guerre in Afghanistan e in Iraq e sostiene la ‘crociata’ contro l’islam”. Il braccio di Al Qaida nella zona maghrebina non si limita dunque a una rivendicazione, ma ricatta esplicitamente il popolo italiano e la famiglia degli ostaggi per fare “pressioni sul loro governo perché dia seguito alla sua richiesta”.

La prima rivendicazione del rapimento era stata data attraverso il sito di Al Arabiya, nel quale era stato pubblicato un messaggio audio e una foto della coppia rapita in cui si vedono i due circondati dai terroristi in un luogo desertico e la donna con volto e mani oscurati, in ossequio ai precetti islamici contenuti nella sharia.

No comment da parte del fidanzato della figlia dell’uomo rapito; cambia nettamente rispetto ai giorni scorsi l’atteggiamento dei familiari dell’uomo, che in precedenza avevano deciso di farsi vedere in televisione per sensibilizzare il premier Berlusconi e il ministro degli esteri Frattini per la liberazione della coppia.

Loredana Spedicato