Cina: Apple censura il Dalai Lama

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:31

width=300Non ci sono prove dirette, ma molte cose indirettamente suggeriscono che la Apple, impresa icona del politically correct americano per entrare con gli iPhone nel grande mercato asiatico non abbia sacrificato solo il Wi-Fi dei suoi telefoni cellulari. Scompaiono dal Apple store anche tutte le application dedicate agli insegnamenti del religioso in esilio dal Tibet.

Nel negozio online britannico, mette in evidenza la stampa internazionale, esistono una dozzina di applicazioni che fanno riferimenti più o meno diretti al Dalai Lama. Si tratta di una delle sotto-categorie per lo spirito più diffusa, secondo alcuni esperti di applicazioni per iPhone. Ebbene, tutte queste application sono completamente assenti dal mercato cinese in cui l\’iPhone si sta muovendo ormai da un paio di mesi.

Dunque, dopo Google e Yahoo anche la Apple, cede alla censura cinese. La società di Cuppertino in California, che attraverso la China Unicom da due mesi distribuisce nel Paese asiatico i prestigiosi modelli I-Phone del gruppo, ha di fatto bloccato l’acceso a cinque programmi software relativi al leader spirituale tibetano e alla leader degli uiguri Rebiya Kadeer.

Se quindi si mette su un I-Phone made in China la ricerca su Dalai, il risultato è nulla, al contrario invece di quello che invece succede allo stesso apparecchio in un’altra parte del mondo che non sia la Cina. La scoperta della censura ha fatto infuriare Reporter senza Frontiere, Rsf, che ha chiesto spiegazioni al colosso dell’informatica Usa: «Gli abbonati dell’I-Phone in Cina – si legge in una nota – hanno il diritto di sapere a che cosa non hanno accesso libero. Il gruppo americano si unisce ai club delle imprese che applicano la censura nel Paese: una grande delusione da parte di un gruppo che ha basato la sua campagna pubblicitaria sul «pensa diverso e che si ritiene creativa». La risposta della Apple arriva per voce di Trudy Muller, che ha confermato il blocco delle applicazioni nel paese asiatico: \’continuiamo a rispettare le leggi locali\’, \’non tutte le application sono disponibili in tutti i paesi\’.

Eleonora Teti