Il Grande Fratello, ma quello di Orwell, incombe sulla Germania

width=300Quando George Orwell scrisse 1984 non avrebbe probabilmente mai pensato che il suo libro potesse ispirare un reality di successo, ovvero il Grande Fratello. Ma forse aveva capito che ciò che lui raccontava nel suo volume sarebbe diventato presto realtà vera e tangibile. Se da una parte, leggendo l’opera, si rimane sbigottiti di fronte agli avvenimenti trattati, dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi che, anche se sotto forma diversa, il controllo sulla nostra vita sia oggigiorno ad un livello tale da poter in qualche modo essere paragonato alla storia narrata in 1984.

Da ieri, infatti, in Germania è stata avviata la costruzione di un’enorme banca dati chiamata ELENA, acronimo di Elektronischer Entgeltnachweis, che in italiano potrebbe essere tradotto come documentazione elettronica del reddito. Il database dovrebbe contenere i dati relativi al reddito dei quaranta milioni di lavoratori dipendenti tedeschi ed è un progetto nato nel 2002 sotto il governo Schroeder. La banca dati conterrà, dunque, informazioni di tipo fiscale che aiuteranno nella lotta all’evasione e nella ridistribuzione dei sussidi governativi. Fin qui nulla di male.
Il problema nasce dal fatto che oltre alle suddette informazioni, anche altri dati, molto personali, verranno immagazzinati all’interno di ELENA. Balza all’occhio, ad esempio, il fatto che tra i dati raccolti ci sarà anche l’eventuale adesione di un lavoratore a scioperi legali. Informazione che dovrebbe essere resa disponibile alla banca dati direttamente dal datore di lavoro.

In Germania molti hanno fatto sentire negli ultimi giorni la propria voce contro questo progetto. Le proteste vengono un po’ da tutte le parti: giornali (tra cui la Sueddeutsche Zeitung, uno dei più prestigiosi quotidiani tedeschi), politici e sindacati.

Come scrive Andrea Tarquini su Repubblica.it, il progetto richiama in qualche modo un’opera cinematografica, il film Le vite degli altri, dove si racconta, tra le altre cose, di come la Stasi controllasse i cittadini della Germania Est. Certo ci auguriamo che questo paragone rimanga solo un parallelismo cinematografico e che la Germania, che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha saputo ricostruire la propria identità, rimanga un esempio di apertura culturale per tutta Europa.

Valeria Panzeri