A Craxi dobbiamo tutti esser grati: parola del Giornale di Feltri

In un articolo redatto oggi a firma Francesco Forte sul Giornale, si legge come sia scandalosa la mancata presa di posizione in favore alle onoreficenze da attribuirsi a Craxi, in questo clima di polemica che il decennale della morte, il prossimo 20 gennaio, ha prevedibilmente scatenato.

Secondo Il Giornale di Vittorio Feltri, non avrebbero diritto di starsene in silenzio tutti coloro che hanno beneficiato degli interventi nelle misure politiche voluti a suo tempo da Craxi.

Quattro sarebbero le categorie fondamentali che vergognosamente starebbero disconoscendo, con il loro silenzio riguardo la questione, i vantaggi di cui ancor oggi godono a seguito della politica craxiana. Primi della lista, gli europeisti, data la propensione dell’ex presidente del Consiglio per l’abbattimento degli ostacoli al libero mercato, e per il rafforzamento dei poteri del Parlamento Europeo.

A seguire, nella lista delle gratitudini compaiono la Chiesa ed i ferventi cattolici, per il Concordato dell’84, con cui il matrimonio in chiesa diviene valido anche civilmente, e soprattutto si inizia ad avere la possibilità di assegnare l’8 per mille alla Chiesa.

Altri beneficiati, gli imprenditori, per il sostegno al made in Italy e la lotta all’inflazione della politica craxiana, per poi arrivare agli ambientalisti, con la prima istituzione di un Ministero per l’Ambiente.

Quel che appare evidente all’occhio che si allena a non esser parziale, è il fatto che nessuno mai, da destra, sinistra, o vicoli collaterali del labirinto politico, ha mai, sottolineando il mai, affermato che Bettino Craxi sia stato uomo poco preparato, o meno che estremamente edotto e capace in campo politico sia interno che volto alle relazioni diplomatiche. Non è certo l’uomo di Stato che qualcuno non vorrebbe commemorare, e non è certo negabile l’evidente beneficio che la nazione che lo ha avuto come capo del Governo ha riportato in alcuni settori.

Evidente dovrebbe essere, a ben guardare, che tutte le citate decisioni prese sono state oculatamente vagliate e trovate al momento e giusto e nel contesto che le richiedeva, come avrebbe fatto qualunque navigato uomo di Stato si fosse trovato nei panni di Craxi in quel preciso momento storico. Qualunque altro ottimo politico, per dirla in parole povere, al suo posto avrebbe fatto lo stesso, e nessuno ha mai negato a Craxi l’epiteto non sempre lusinghiero di ottimo politico. Quel che altresì l’italiano ricorda, e che tutti dovrebbero ricordare, in allegato diretto ai motivi di gratitudine elencati dal Giornale, sarebbe l’altro risvolto della risplendente medaglia: la crisi economica di cui stiamo ancora subendo affannosamente le conseguenze, a seguito della politica apportatrice di apparente benessere portata avanti dal governo craxiano.

Per finire, a conclusione dell’articolo di Forte ci viene incontro, un richiamo, di cattivo gusto al punto giusto, ad Aldo Moro. Chi attualmente si ritiene suo amico, e tutti coloro che lo compiangono (ossia la popolazione tutta, come senz’altro furbescamente considerato dall’autore dell’articolo), fanno torto allo stesso Moro, e commettono un vergognoso delitto, a dimostrarsi ingrati a Craxi, visto il suo impegno (peraltro, purtroppo, inutile) perpetrato per la sua liberazione. Ma non era forse nei suoi incarichi, tentare di liberare Aldo Moro dalla mano delle Brigate Rosse, o perlomeno dar mostra di rappresentare legittimamente lo Stato italiano?

L’odioso richiamo a queste scarsamente fortunate circostanze, sembra  qui aggiunto puntualmente a far da drappello di un certo tipo di comunicazione politica e giornalistica, peraltro innegabilmente utile, vista la sempre più diffusa propensione ad una emotività retorica e priva di pensiero fondante, sulla cui ingenuità per alcuni è più appagante far leva, piuttosto che sperare di elevarla, a quanto parrebbe.

Sandra Korshenrich