I dubbi sul processo breve, chiodo fisso di Silvio Berlusconi

E torniamo a parlare di processo breve, il sogno ricorrente del premier Silvio Berlusconi.
Attraverso il processo breve, per 18 mesi, sarebbe consentito al premier di far valere sempre i suoi impegni istituzionali per rinviare le udienze.
Contraddittorio non credete? Tale norma andrebbe a violare la Costituzione e il principio di uguaglianza, perché andrebbe a garantire molti vantaggi per un personaggio politico, se politico può essere definito.

Tenendo quindi fede a ciò, il presidente Napolitano non potrebbe mai arrivare a firmarla dando il suo consenso; supponiamo invece che venga posta la firma, a quel punto sarebbe allora compito dei giudici della Consulta bloccare la legge. A questo punto però i magistrati potrebbero addirittura decidere di ingnorarla e in questo caso il premier si ritroverebbe con un nuovo ipotetico lodo in alto mare, quasi peggio di quanto accaduto con i due precedenti.
A questo punto la sua unica via di fuga è quella di agire da solo, come già aveva pensato di fare.
Attendiamo che torni in pubblico per capire che cosa vorrà inventarsi come prossima mossa.

Alessandra Battistini