Iran: il web è un pericolo. Nuovi arresti tra i leader riformisti.

In Iran continuano gli attacchi e le minacce al Web da parte del governo islamico. Il Web per Davud Ahmadinejad, fratello del presidente e segretario del Comitato di difesa passiva in Iran, è «una minaccia per il Paese». Secondo lo stesso Davud «il nemico ha preso di mira gli interessi iraniani» utilizzando indiscriminatamente questo mezzo. «Oggi i messaggi sono inviati da un luogo all’altro entro pochi secondi e questa è una minaccia per il Paese». Il segretario del comitato ha quindi fatto appello a tutti gli scienziati iraniani perchè cooperino alla difesa contro la «guerra di velluto» avviata dal nemico.

Intanto a Theran altro arresto eccellente tra i leader dei riformisti. Stavolta si tratta di Mohammad Reza Tajik, già consigliere del Leader di quella che oramai è nota al mondo come “protesta verde”  Mir Hossein Mousavi. A renderlo noto è lo stesso sito di Moussavi, Kaleme, una settimana dopo le manifestazioni dell’opposizione nel giorno dell’Ashura, con un bilancio di almeno otto morti e decine di feriti. Altri stretti collaboratori di Mussavi erano già stati tratti in arresto nei giorni scorsi, insieme a decine di persone attive nell’area riformista.