Regionali 2010, Umbria: PD e alleati verso le primarie?

Con la questione pugliese ancora aperta, senza che si sappia chi sarà a sfidare Vendola alle primarie e neanche se le primarie si terranno davvero, il Partito Democratico si trova a dover fare i conti con un nuovo problema in vista delle elezioni regionali di marzo.

In Umbria, dove il centrosinistra nel 2005 ha vinto con il 63%, sembra sempre più improbabile la candidatura di Rita Lorenzetti, che andrebbe alla caccia del terzo mandato consecutivo. Secondo le regole interne del Partito Democratico, infatti, l’assemblea regionale può selezionare il candidato del partito solo in presenza di una maggioranza di almeno due terzi dei partecipanti.
Maggioranza che verrebbe inevitabilmente a mancare dal momento che i delegati eletti il 25 ottobre con la mozione di Franceschini (41%) e di Marino (10%) hanno fatto sapere che non intendono appoggiare la presidente uscente.

Il deputato veltroniano Walter Verini, direttore di YouDem, ha spiegato all’Adnkronos che “se non si riesce a convergere su un candidato che abbia un largo consenso, la strada piu’ logica e trasparente e’ quella delle primarie“.
Primarie cui parteciperebbe, molto probabilmente, anche il tesoriere del partito Mauro Agostini, anche lui legato a doppio filo a Walter Veltroni.
Una possibilità subito criticata dalla federazione democratica di Spello, roccaforte del centrosinistra dove il PD raggiunge il 40%. “Il Partito Democratico di Spello nell’unanimità della sua segreteria […] auspica l’individuazione di un candidato unitario […] Ritiene non opportuno ed errato nell’imminenza delle elezioni il ricorso alle elezioni primarie di partito, anche perché potrebbero provocare divisioni interne insanabili […] Chiede che per la scelta dei candidati al consiglio regionale sia tenuto conto delle capacità individuali e della rappresentatività dei territori e non degli schieramenti precostituiti, ed in tal senso si chiede una consultazione dei circoli territoriali stessi”.

Le primarie, che verrebbero fissate per il 24 gennaio, costringerebbero, infatti, il futuro candidato del centrosinistra ad avere meno di due mesi di tempo per portare avanti la propria campagna elettorale.
Nel frattempo la Federazione della Sinistra, terza forza politica della regione dopo PdL e Pd con più del 6% dei consensi, chiede al Partito Democratico di imboccare la strada delle primarie solo a patto che queste riguardino l’intera coalizione e non solo il Pd.

“Occorre uno slancio programmatico e riformatore – si legge in una nota – che l’attuale dibattito del Partito Democratico dell’Umbria sembra voler aggirare, occorre che la stessa discussione per le prossime elezioni regionali assuma i connotati del coinvolgimento e della partecipazione dell’intera coalizione che si candida a guidare nuovamente l’Umbria per i prossimi cinque anni se non dell’intera società regionale […] Il confronto politico che senz’altro si riaprirebbe con lo strumento delle Primarie consentirebbe di fare il punto sull’attuale crisi economica e sociale della nostra regione che pone completamente in discussione le antiche certezze e sta condannando migliaia di lavoratrici e di lavoratori a forme di povertà inedite e drammatiche […] L’Umbria contemporanea chiama il centro sinistra ad un rinnovato slancio riformatore, ad una proposta di riforma economica e sociale che per quanto riguarda il nostro Partito ci vede impegnati proprio in questi mesi per l’istituzione del Reddito sociale“.

Mattia Nesti