Uno spazio a Milano per Craxi? Già pronto un rap per dire di no

“Non ci credo forse è tutto falso o la prassi/in Italia ti fanno un monumento se scappi,/oggi va a Craxi ma qui la ruota gira,/domani probabile una piazza per Riina”. Oltre al mondo del giornalismo e della politica anche quello della musica (sempre composto da persone della società civile, anche se in questo Paese sono considerati marziani) sente il bisogno di intervenire e dire la sua sulla recente intenzione manifestata dal sindaco di Milano Letizia Moratti di intitolare un parco, una via o una piazza della città a Bettino Craxi. E’ questo il caso del duo Mr. Piraz (musicista)-ZiFunk (Rapper) che con il loro rap “I nuovi eroi” hanno voluto esprimere un personalissimo parere sulla vicenda (raggiungibile su YouTube al link http://www.youtube.com/watch?v=AXRcaGy1n6I).

Come dichiara Mr. Piraz, al secolo Andrea Piraz, “è un pezzo attuale, per i giovani, ma con un gran senso politico”. Un binomio partorito non casualmente quello tra giovani e politica. Un binomio che occorre riavvicinare in senso critico e non più venderlo come una partita di calcio. Soprattutto in un periodo dove l’oblìo della storia, anche recente, lascia i più giovani in una condizione di memoria a brevissimo termine e sempre condizionata dalla televisione, la quale spesso tende a riscrivere e ridipingere certi personaggi dalla dubbia statura morale.

Il Rap “I nuovi eroi” ha un testo forte, di grande protesta, intervallato da un ritornello amaro, almeno per le persone oneste: “In italia per essere eroe devi evadere, rubare e fare quello che vuoi anche se scappi e latitante i giorni tuoi finirai un monumento o una piazza senza problemi avrai”.

Il pezzo, proprio per rinnovare quella memoria persa, si chiude con il famoso discorso di Craxi (prelevato dagli archivi RAI) in cui, una volta scoperto, annuncia davanti alle camere il proliferare di quel sistema di potere sorretto da finanziamenti illeciti e diffusa illegalità. Sistema in cui l’allora Presidente del consiglio fu protagonista indiscusso per tutti gli anni ’80 senza la minima volontà di voler invertire la rotta. Quel discorso invece per la Moratti fu addirittura “bellissimo” e Craxi una figura esiliata paragonabile a quelle di Garibaldi e Giordano Bruno (i quali a differenza di Bettino furono rispettivamente esiliati e condannati a morte per l’insurrezione mazziniana di Genova nel 1833 e per aver rivendicato l’infinità dell’universo, la molteplicità dei mondi, la non generazione delle sostanze e il moto della terra).

La comunicazione ha tanti mezzi e potenzialità a disposizione per far tornare memoria e coscienza civile agli italiani, come ci ricorda lo stesso Piraz: “ancora qualche mezzo in mano per farci sentire l’abbiamo e la musica è un ottimo mezzo”. Riscoprire la musica come mezzo di protesta civile è un monito sempre molto forte, soprattutto per le generazioni odierne sempre abituate, dietro il condizionamento della società, ad inquadrare il dissenso come violenza.

Luca Rinaldi