Calciomercato: il Real Madrid punta Pato

Alexandre Rodrigues Da Silva detto "Pato" e la sua classica esultanza con il.. cuore

Il Real Madrid è nuovamente pronto a soffiare talenti al calcio italiano. Secondo quanto riportato da Repubblica, il club castigliano avrebbe formalizzato un’offerta di ben 63 milioni di euro alla società di Via Turati per l’acquisto di Pato. Un secco “no” sarebbe la risposta della dirigenza milanista, che ha prontamente rispedito l’offerta al mittente. Tuttavia è forte la sensazione di déjà vu.

Siamo di fronte ad una nuova telenovela in stile Kakà? È presto per dirlo, ma le attenzioni del club merengue per il giovane asso brasiliano del Milan non faranno dormire sonni tranquilli ai tifosi rossoneri.

Le similitudini sono molte, forse troppe. A partire dal corteggiamento, iniziato nello stesso mese di gennaio, con cui il Real ha aperto il fronte, persuaso di riuscire a convincere il giovane attaccante brasiliano. Per passare alla prima proposta stata rifiutata, senza dubbio perché il Milan è qualificato per gli ottavi di Champions League e non ha intenzione di perdere adesso il suo gioiello, potenziale futuro concorrente per il Pallone d’Oro. E per finire con l’offerta e con la promessa di contratto inarrivabili per qualsiasi altra società. È reale la preoccupazione dei tifosi di perdere anche l’altro campione verdeoro, come è reale la milionaria valutazione presentata dal Real Madrid che può far vacillare il sicuro fortino della società milanista.

I Galacticos, dopo aver speso la faraonica cifra di 250 milioni di euro nel mercato estivo per acquisire grandi giocatori quali Cristiano Ronaldo, Benzema e lo stesso Kakà,  hanno annunciato di essere insoddisfatti della squadra e del suo rendimento. “Rastrellare i migliori” è il motto che secondo Repubblica rappresenta al meglio la filosofia di Florentino Perez per rinforzare il suo Real, il quale confida nella disponibilità finanziaria senza concorrenti che la società madrilena attualmente possiede.

Nonostante l’abrogazione della cosiddetta “Legge Beckham” (che deve il suo nome al concomitante approdo al Real del calciatore inglese) la Spagna si dimostra ancora altamente competitiva in materia di spese folli e gestioni faraoniche di società calcistiche.

Tale cancellazione, a partire dall’1 gennaio 2010, ha sancito la parità fiscale tra Italia e Spagna. Infatti il Parlamento spagnolo, approvando la Finanziaria 2010, ha stabilito che “i lavoratori stranieri in Spagna con reddito superiore ai 600 mila euro l’anno saranno obbligati a pagare un’aliquota del 43% e non più del 24%, come accade adesso. Una modifica che non avrà valore retroattivo e che si applicherà a tutti i contratti che verranno stipulati a partire dal prossimo anno [il 2010, ndr].” Nemmeno il cosiddetto “Fair play economico” celebrato e dibattuto da Michel Platini, presidente dell’Uefa, può impedire una tale sperequazione, cioè una così grande difformità e disuguaglianza nella distribuzione delle risorse.

Per questo motivo, secondo Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, non si può ancora parlare di uguaglianza: “Real Madrid e Barcellona, oltre alla fiscalità, hanno il vantaggio di incassare tutto il denaro dei diritti tv, senza mutualità [come accade in Italia, dove tutte le squadre di serie A devono versare il 18% dei diritti individuali ad un fondo mutualistico, che viene poi distribuito fra tutte le società, favorendo i club più piccoli, ndr]. Oggi uno come Van Basten finirebbe senz’altro in Spagna”.

Oltre a turbare i pensieri della dirigenza del Milan, più generalmente la partenza di Pato costituirebbe un notevole abbassamento di livello per il calcio italiano, lontano dallo splendore e dal fascino che suscitava quando grandi campioni del calibro di Batistuta, Rui Costa, Zidane, Ronaldo, Rivaldo e dello stesso Van Basten sceglievano l’Italia come traguardo per la propria carriera.

Tutti sperano adesso che il “Papero” ignori le milionarie sirene spagnole, per fare una scelta d’orgoglio e di cuore, di colore rosso e nero.

Emanuele Ballacci