Confcommercio e consumi: timidi segnali di ripresa dalla crisi

Da un monitoraggio, realizzato attraverso il sistema di rilevazione delle Federazioni aderenti a Confcommercio, sui consumi effettuati a Natale e Capodanno, è risultato un lento miglioramento per la situazione economica italiana.

“Nessun crollo nelle vendite, qualche timido segnale di ripresa e comunque consumi in linea con la debolezza della domanda interna”: questo è quanto si legge nel comunicato della Confederazione Generale Italiana del Commercio. Il sistema di rilevazione ha interessato i settori di: ristorazione, abbigliamento, grande distribuzione, alimentari, mercati, librerie.

Ecco i risultati.
Il campo della ristorazione ha subito soltanto un leggero calo che sfiora l’1%, tenendo rispetto all’anno precedente.
L’abbigliamento è ed è stato fortemente condizionato dal sopraggiungere dei saldi: l’anticipazione degli sconti ha infatti provocato un fermo dei capispalla a partire dai primi di dicembre.
La grande distribuzione ha visto trionfare il “made in Italy”: conciliate le tradizioni locali legate al periodo natalizio e le forti spinte promozionali a riguardo attuate dalle aziende. Ne risulta un binomio perfetto.
Per quanto riguarda invece il dettaglio alimentare, i consumi tradizionali hanno acquisito un leggero aumento che ha raggiunto lo 0,5%. Ma anche i mercatini hanno migliorato le vendite, che si sono incrementare dell’1%: i consumatori italiani per i regali di Natale pare vi si siano ampiamente riforniti.
Martina Guastella