Contro Via Bettino Craxi si mobilita anche Facebook

Ad appena quindici giorni dalle celebrazioni organizzate per il decennale della scomparsa di Bettino Craxi, morto il 19 gennaio 2000 latitante ad Hammamet, fa ancora discutere la proposta del sindaco di Milano Letizia Moratti di dedicare una via allo storico leader del Partito Socialista Italiano.
Anche il “popolo di Facebook“, protagonista del No Berlusconi Day, si mobilita contro la riabilitazione di Craxi, considerato, tra l’altro, padre politico di Silvio Berlusconi, nonché anello di collegamento tra la P2 di Licio Gelli e l’attuale Presidente del Consiglio.

Conta già più di 3mila iscritti il gruppo “No ad un’intitolazione di una piazza o una via a Bettino Craxi”, dove gli utenti, minuto dopo minuto, esprimono il loro sdegno per la proposta della Moratti.
C’è chi cita Orwell che disse che “chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato”, denunciando la pericolosità del precedente che creerebbe la riabilitazione di Craxi, chi denuncia, stradario online alla mano, che esistono già due “Via Craxi”, chi accetterebbe di dedicare una strada a Craxi e una a Berlusconi, ma solo a condizione che anche il secondo scappi dall’Italia e ancora chi, ironicamente, auspica una “Via Licio Gelli” e una “Via X Mas“, magari legittimata dalle ultime dichiarazioni di La Russa e dagli acquisti di Natale di Fini.

Un’altro gruppo, con quasi 2mila utenti iscritti, propone direttamente il “No Craxi Day“, ricordando le leggi televisive con le quali il leader del PSI lanciò l’ascesa politica e imprenditoriale di Berlusconi e rispolverando il video dello storico lancio di monetine, da parte dei militanti del PDS e degli studenti presenti, contro Craxi all’uscita dell’Hotel Raphael.

La pericolosità della riabilitazione politica della figura di Craxi, sostenuta fra l’altro anche da esponenti di peso del Partito Democratico, come Fassino e Veltroni che lo preferì a Berlinguer, è d’altronde tutta racchiusa nelle candide parole della figlia Stefania Craxi, parlamentare del PdL. “La storia di Craxi – ha detto – si ripete con Berlusconi. Mi sa dire come mai 918 giudici del nostro Paese si sono occupati di Berlusconi? Lo scontro tra politica e magistratura non se lo sono inventati ne’ Craxi ne’ Berlusconi. E nessuno si e’ mai chiesto perche’ dal 1994 la stragrande maggioranza degli elettori socialisti vota per Berlusconi?”.

Riabilitare Craxi per legittimare Berlusconi a difendersi dai processi e non nei processi.
E poi non sarà un caso che Brunetta, autore l’altro ieri di un vergognoso e fascista attacco alla Costituzione e a tutti i lavoratori, provenga proprio dalla scuola politica del PSI di craxiana memoria.

Nel frattempo, anche a sinistra, del leader socialista si è tornati a discutere. “E’ vergognoso – ha detto Paolo Ferrero a nome della Federazione della Sinistra – che a beatificare Craxi si affanni il Pd, che ha sepolto Berlinguer e la questione morale. Ed è ancora più vergognoso che colui che ha più beneficiato delle malefatte e le malversazioni dell’ex leader del Psi sia oggi presidente del consiglio”.

Mattia Nesti