La vigilanza secondo Galan a Palazzo Balbi di Venezia e i pacchi (non bomba) di Enel

Questa mattina si erano diffuse le voci su un allarme bomba a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale del Veneto. Le misure immediatamente adottate hanno subito escluso che i plichi recapitati a Palzzo Balbi potessero contenere inneschi e esplosivi. Per alcune ore però si è effetivamente tenuto il peggio, come anche la nostra testata non ha mancato di rilevare. L’allarme sarebbe scaturito dalla segnalazione lanciata dallo scanner attraverso il quale sono stati fatti passare i plichi. Specificatamente ad “ingannare” lo scanner sarebbero stati alcuni fili contenuti all’interno del plico. L’intervento degli artificieri ha poi sciolto ogni dubbio: in quelli che si erano prospetati come potenziali “pacchi bomba” erano semplicemente presenti dei caricabatterie.
Faccenda chiusa quindi? Ancora no, visto e considerato che c’è ancora lo spazio per alcuni commenti al fatto. A intervenire è anzitutto il padrone di casa della Regione Veneto, quel Giancarlo Galan che recentemente ha fatto posto a Luca Zaia come candidato PdL a governatore del Veneto, alle prossime e imminenti elezioni regionali.

Il governatore in carica ammettendo il sorriso spontaneo che susciterebbe il modo in cui si è, fortunatamente, conclusa questa vicenda, non ha nascosto il suo vivo compiacimento per l’ottimo e funzionale sistema di vigilanza di Palazzo Balbi. Chiaramente immancabile è poi il richiamo agli appelli nazionali e internazionali circa la necessità di incrementare il livello di vigilanza a causa della recrudescenza degli atti di terrorismo. Su questo fronte la Regione Veneto ha oggi dimostrato di aver recepito questo genere di inviti. La dichiarazione di Galan giunge dopo che l’Enel, in qualità di mittente del pacco (non bomba) a Palazzo Balbi a Venezia, aveva diffuso un comunicato stampa tanto breve quanto chiaro e oggettivo: ”Le confezioni – afferma il comunicato – contenevano una lampada in materiale plastico e un caricatore universale con batteria integrata, utilizzabile con i piu’ diffusi telefoni cellulari. Le confezioni recapitate a mezzo corriere erano chiaramente identificabili come provenienti dall’Azienda e recavano l’indicazione del mittente.”.
Insomma stando a quanto dice Enel, era abbastanza evidente quale fosse il contenuto del pacco e sopratutto chi fosse il mittente. Ma non è solo questa l’unica puntualizzazione del colosso dell’energia elettrica. Enel infatti sottolinea che nei plichi fossero presenti gadget “normalmente inviati nel periodo natalizio” e “facilmente identificabili”. In altre parole ciò che è stato spedito a Palazzo Balbi di Venezia farebbe parte della normale attività promozionale di Enel. E’ quindi anche lecito pensare che Enel abba spedito gli stessi plichi anche ad altri enti pubblici. Siccome si è tutti con il sorriso per come si è conclusa la vicenda di Palazzo Balbi a Venezia, come riconosce lo stesso Galan, allora bisogna anche ringraziare quei distratti degli altri destinatari, altrimenti sarebbe stato un natalizio pullulare di allarmi per pacchi (non bomba) dell’Enel.

Enzo Lecci