Mika confessa: da piccolo ero dislessico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

Confessioni sensazionali, di quelle che nessuno s’  aspetterebbe mai. Mika alias Michael Penniman, l’ autore del fortunato “The boy who knew too much” parla di sé, in un’intervista esclusiva al mensile MAX oggi in edicola.
“A scuola non andavo bene perché ero dislessico ma nessuno lo capiva. Sono stato a casa un anno a suonare il piano e studiare canto con un’insegnante russa finché non ho trovato una scuola speciale: invece di scrivere facevo disegni e li univo visualmente con delle frecce, registravo le lezioni e le riascoltavo per memorizzarle.” Lunga sembrava la strada per chi come lui da un infanzia problematica creava anni dopo vere e proprie hit.
” Le canzoni, invece, le scrivevo a orecchio, come faccio ancora ora. A 17 anni ho risolto il problema, ma ormai vivevo in un mondo fantastico”. Tra le sue passioni oltre la musica i fumetti: “Illustrazioni degli anni Cinquanta, ma anche Peanuts e Mad Magazine: sono la mia piccola perversione. Però non sono uno naf. Prendi il nuovo album. La musica è piena di gioia, ma i testi sono fiabe gotiche. Tipo: Cenerentola si sposa, suo marito la tradisce, divorziano. Lui ha la custodia dei figli, lei perde tutto e torna a fare la cameriera. Storie così, molto pop”.
Una personalità che ha sempre fatto parlare gli altri sin da bambino. “A scuola – prosegue Mika – i bulletti mi vessavano tutti i giorni ed erano sempre le ragazze a difendermi. Ma io andavo anche un po’ a cercarmele: portavo il farfallino, mi vestivo come Lucky Luke o Astro Boy, i miei eroi dei fumetti, e non mi separavo mai dalla cartella che riempivo di giornalini, disegni e cassette. Alla fine, passavo per uno strano”.

Ilaria Salzano