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‘Ndrangheta: accordo tra diversi Clan malavitosi dietro la bomba al Tribunale di Reggio

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Uno scenario davvero inquietante sta prendendo forma dietro l’esplosione di ieri difronte la Procura di Reggio Calabria. A piazzare l’ordigno sembra non essere stato un singolo gruppo malavitoso ma,  sostengono i carabinieri impegnati a far luce sull’accaduto, potrebbe esserci l’ombra di un accordo congiunto di diversi clan della ‘Ndrangheta, una delle più potenti organizzazioni criminali attive sul territorio nazionale e internazionale.

A sostenerlo, secondo fonti Reuters, è il colonnello Carlo Pieroni, del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio, il quale ha inoltre aggiunto che l’ordigno sarebbe la risposta della malavita calabrese si sequestri dei beni alla ‘Ndrangheta su cui stanno lavorando i magistrati. Il lavoro degli investigatori prosegue. Pare sia stata decifrata la targa dello scooter a bordo del quale due malavitosi si sarebbero mossi nei pressi del tribunale prima di piazzare l’ordigno. Si attendono ulteriori sviluppi dell’indagine.

Tuttavia non sembra essere questo l’unico scenario possibile.  Sempre Reuters riporta un intervista fatta al procuratore aggiunto della Dda di Reggio Nicola Grattieri secondo il quale l’attacco di ieri non ha alcun collegamento con i sequestri di beni alla ‘Ndrangheta. Per Grattier si tratterebbe piuttosto di “‘un attacco diretto dei clan alla procura generale e non al tribunale, perché la bomba l’hanno messa davanti al portone della procura. Non c’entra nulla il sequestro beni” Resterebbe comunque da decifrare il messaggio.

Intanto continuano le manifestazioni di solidarietà ai magistrati impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta. Oggi è intervenuto direttamente il Consiglio Superiore della Magistratura che,  in un telegramma inviato dal vicepresidente Nicola Mancino al presidente della corte d’appello di Reggio Calabria Luigi Gueli e al procuratore generale Salvatore Di Landro,  nel quale si legge che  “il Consiglio superiore della magistratura, consapevole dei positivi risultati colti pur tra non poche difficoltà organizzative dagli uffici giudiziari di Reggio Calabria nella lotta alla criminalità organizzata, esprime solidarietà piena e sostegno convinto all’azione dei magistrati reggini”.

L’arcivescovo di Reggio Calabria, monsignor Vittorio Luigi Mondello, ha intanto rivolto un duro monito contro gli autori dell’attentato al Tribunale reggino. “I mafiosi cambino la loro vita presente – ha detto oggi  alla Radio Vaticana – e abbiano anche uno sguardo verso il futuro. Non pensare cioè a star bene soltanto domani o dopodomani, ma pensare che il Signore chiamerà a render conto delle proprie azioni. Si impegnino quindi, guardando al futuro, al futuro escatologico, alla fine della propria vita e si preparino sin da questo momento a quell’incontro rinnovandosi, chiedendo perdono e cercando di non essere antisociali ma al servizio dei fratelli”.

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