Riforma del Fisco: equità e tasse sulle rendite finanziarie

width=300L’opposizione parlamentare ha accolto bene la proposta dell’economista Tito Boeri, che ieri nell\’editoriale di Repubblica ha parlato di riforma del fisco in una prospettiva più equa e basata sul semplice principio di “tassare di più i più ricchi e meno chi lavora a bassi salari”. Secondo Boeri la progressività del sistema fiscale, prevista dalla stessa Costituzione (“tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” ) è rimasta inapplicata, e non è per niente apprezzata da Tremonti (che nel Libro Bianco del 1994 sosteneva che la progressività ha effetti negativi sull\’offerta di lavoro e causa la propensione ad evadere). Boeri propone di tenere l\’Irpef al 45 per cento sui redditi da lavoro, e di aumentare  “la tassazione dei redditi non da lavoro, portandola almeno al livello dell\’aliquota Irpef più bassa, vale a dire al 23 per cento”.

L’opposizione considera la revisione del sistema fiscale in questo senso molto valida. “La sua idea rafforza la nostra battaglia per l´equità – dice Antonio Di Pietro, leader dell´Ivd – Non si tratta di aumentare le tasse sulle rendite finanziarie, ma di portarle allo stesso livello di quelle sul lavoro. La differenza oggi è enorme e non sostenibile, non solo perché mortifica l´equità fiscale, ma perché bisogna garantire entrate strutturali per coprire le spese dello Stato”.

Anche Vincenzo Boccia, presidente dei piccoli industriali, ha parlato di riforma del regime fiscale dalle pagine del Corriere della Sera. Secondo Boccia c\’è “bisogno di una riforma che sa più equa nei confronti di produttori, lavoratori dipendenti e imprese, e che sposti la tassazione dall\’Irap all\’imposizione indiretta, cioè l\’Iva”.

Il ministro della P.A.,Renato Brunetta, ha messo in evidenza i rischi di un aumento del deficit: “Non ce lo possiamo permettere a causa dei debiti fatti in passato». Secondo Brunetta, «in Italia chi paga le tasse ne paga troppe, ma c\’è chi non le paga del tutto o che riesce ad evadere o eludere. Il risultato è che la media della pressione fiscale è molto alta”.

Daniele Vacca