Berlusconi appone il segreto di stato nel caso Telecom-Sismi

width=300Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha confermato oggi il segreto di Stato sulla natura dei rapporti tra la Telecom e Marco Mancini, ex numero tre del controspionaggio militare del Sismi.

Mancini, che aveva già beneficiato del segreto di stato per il caso del rapimento di Abu Omar, è indagato dalla Procura di Milano, nell’ambito di una questione di spionaggio illegale nel periodo 1997-2004 che, secondo la magistratura, avrebbe coinvolto anche l’ex capo della divisione Security di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, e altri 34 indagati. Berlusconi ha scritto una lettera di 42 righe destinata al gup Mariolina Panasiti in cui spiega l’impossibilità a difendersi dell’imputato Marco Mancini e sottolinea che le questioni oggetto di accertamento giudiziario meritano protezione al massimo livello attraverso il vincolo del segreto di Stato. E aggiunge:Il disvelamento di informazioni di siffatta natura potrebbe da un lato minare la credibilità degli organismi informativi nei rapporti con le strutture collegate, dall\’altro pregiudicarne la capacità ed efficienza operativa, con grave nocumento per gli interessi dello Stato”.

La conferma del premier arriva dopo la richiesta di “interpello” a Palazzo Chigi del 13 novembre scorso da parte del gup Panasiti, che ha avviato la procedura nel momento in cui lo stesso Mancini ha dichiarato di non poter rispondere alle domande del giudice se non violando il segreto di Stato. Infatti l’ex numero tre del Sismi e responsabile dell’antiterrorismo, accusato di associazione a delinquere, corruzione e rivelazione di notizie di cui sia vietata la divulgazione, aveva apposto il segreto di Stato a tutte le domande riguardanti gli assetti organizzativi del Sismi e i rapporti con Giuliano Tavaroli, con l’investigatore privato Emanuele Cipriani, con l’investigatore privato americano ed ex agente segreto della CIA, John Spinelli, con Guglielmo Sasinini all’epoca giornalista di Famiglia cristiana, con Angelo Jannone, ex ufficiale dei carabinieri e con Marco Tronchetti Provera, ex presidente della Telecom e di Pirelli & C. S.p.A.

Un comunicato di Palazzo Chigi spiega che il segreto di Stato sarebbe “parziale” e riferito alle relazioni internazionali tra i Servizi e gli interna corporis degli organismi informativi. Tuttavia tuto ciò avrebbe come conseguenza principale la non giudicabilità dell’imputato e, secondo Luigi Ferrarella del Corriere della sera, farebbe tramonterebbe definitivamente l’eventualità di un rinvio a giudizio, e concretizzerebbe la possibilità di un proscioglimento per «non luogo a procedere».

Daniele Vacca