Puglia: contro Vendola il Partito Democratico schiera Francesco Boccia

Già a San Silvestro, quando Emiliano aveva rinunciato definitivamente alla candidatura alle primarie, era trapelata l’ipotesi che potesse essere, ancora una volta, Francesco Boccia, il braccio destro di Enrico Letta, a dover cercare di portare il Partito Democratico fuori dalla palude in cui rischia di affogare. Anche nel 2005, quando Rifondazione Comunista chiese a gran voce le primarie per sostenere Nichi Vendola, fu lui a prendersi la responsabilità di sfidarlo, forte delle previsioni che lo davano intorno al 75% dei consensi.
Alla fine finì che Boccia si fermò al 49,2 e Vendola fu il candidato del centrosinistra, poi eletto battendo a sorpresa Fitto. Già allora il 36enne Boccia accusò Vendola di “brogli” che gli avrebbero permesso di ribaltare quel risultato di sostanziale pareggio.

Quarantuno anni, laureato in scienze politiche, economista al fianco di Enrico Letta (Ministro dell’Industria) durante il Governo Amato nonché membro della Margherita poi confluito nel Partito Democratico, Francesco Boccia avrà il compito, secondo il mandato dell’assemblea regionale del partito, di “ricercare una ampia convergenza politica sul suo nome […] in coerenza con la strategia nazionale del Pd tesa a costruire in tutte le Regioni nuove e ampie alleanze programmatiche”.

Un’ampia coalizione che, secondo i vertici del Pd, dovrebbe includere l’Udc di Casini e le forze della sinistra, che già si erano espresso, però, a sostegno dell’autocandidatura di Nichi Vendola, “senza se e senza ma”.
Per quanto riguarda il centro, abbandonata definitivamente l’aspirazione di Emiliano di coinvolgere anche Io Sud della fascista Poli Bortone, Boccia avrà il difficile compito di far cambiare idea a Casini che, a proposito di una sua possibile candidatura, aveva spiegato che “sul piano personale lo sostengo, però è debolissimo. Temo sia una battaglia a perdere“.

Come a dire che, in fondo, ai centristi non dispiacerebbe poi tanto se il centrosinistra “ripiegasse” sul nome di Vendola, autorizzandoli così a sostenere il PdL ed essere partecipi di una, almeno sulla carta, facile vittoria.
“Con Vendola ci confronteremo con i numeri e con i contenuti – ha spiegato Boccia – confidando di parlare del bene della Puglia e dei pugliesi e non di alchimie tattiche che non ci porterebbero da nessuna parte. Siamo convinti che con Vendola ci ritroveremo sui contenuti”.

Complicata, a questo punto, anche la trattativa con l’Italia dei Valori che, dopo aver tolto la pregiudiziale contro Vendola, potrebbe mal digerire la candidatura del braccio destro di Letta, dopo che quest’ultimo ha recentemente ricordato che con Di Pietro all’opposizione Berlusconi governerà per sempre.
In ogni modo, se Boccia non riuscirà a concludere positivamente entro 48 ore il suo “mandato esplorativo”, non è escluso che il Pd accetti, finalmente, le primarie, l’unico terreno su cui Vendola sembra essere disposto a confrontarsi con i democratici.

Mattia Nesti