Il super-occhio del telescopio Keplero scopre 5 nuovi pianeti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:52

Il telescopio spaziale Keplero – lanciato dalla Nasa per dare la caccia ai pianeti simili alla Terra – ha individuato i suoi primi 5 esterni al sistema solare. Battezzati Kepler 4b, 5b, 6b, 7b e 8b, sono tutti giganti gassosi con una massa compresa fra quella di Nettuno e quella di Giove, i nostri pianeti più imponenti.

La scoperta è stata annunciata durante il meeting della Società Americana di Astronomia in corso a Washington. ”Questo risultato dimostra che gli strumenti di Keplero funzionano” ha osservato il responsabile scientifico della missione, William Borucki del centro di ricerca Ames della Nasa.

Most Earthlike Exoplanet Started out as Gas Giant

Il veicolo – costruito dalla Ball Aerospace di Boulder in Colorado e costato 591 milioni di dollari – era partito, alle 4:49:57 (ora italiana) del 7 Marzo scorso, dal Pad SLC-17B della Cape Canaveral Air Force Base in Florida. Keplero -alimentato con 4 pannelli solari da 1.100W di picco – pesa 1.052 kg, è alto 466cm ed è protetto da un potente schermo antiradiazioni. Il suo strumento principale è, però, una sensibilissima fotocamera da 95 megapixel che ci permetterà di studiare circa 4,5 milioni di stelle e trovare, potenzialmente, 100.000 nuovi pianeti extrasolari. Il telescopio viaggia, intorno al sole, su un’orbita parallela a quella della Terra, ma con periodo orbitale di 371 giorni, cosa che lo porterà ad allontanarsi lentamente e progressivamente da noi.

Keplero sta osservando la regione della Via Lattea più vicina al Sistema Solare e “si propone di scovare tra le stelle della nostra galassia pianeti rocciosi che orbitano intorno a stelle simili al nostro Sole, in un’area ritenuta abitabile. Gli astronomi definiscono ‘abitabile’ una fascia di spazio intorno ad una stella dove la temperatura sia tale da permettere la presenza di acqua allo stato liquido, requisito indispensabile perché si possa originare e mantenere la vita”, spiega Jon Morse, direttore della divisione di astrofisica della Nasa.

Il telescopio – in costante comunicazione con la Terra grazie ad un trasmettitore in banda Ka – ha inviato ieri i primi risultati delle sue ricerche. I 5 nuovi mondi orbitano tutti intorno a stelle più grandi e più calde del nostro Sole e appartengono alla categoria dei ”Giove caldi”: pianeti con una massa compresa fra quella di Nettuno e quella di Giove caratterizzati da temperature di superficie (prossime a quella della lava in fusione) che vanno dai 1.200 ai 1.600 gradi centigradi e, dunque, inospitali per la vita.

“Se Kepler dovesse guardare la Terra di notte sarebbe in grado di rilevare la diminuzione di luce che una persona produce passando davanti ad una veranda illuminata”, dice James Fanson, uno dei responsabili del Progetto Kepler.

Per i prossimi quattro anni il telescopio scruterà le profondità siderali con il suo sensibilissimo occhio alla ricerca di nuovi mondi possibili. Noi, sulla Terra, restiamo in attesa.

Giuliana Ricci