L’Aquila:casa dello studente, morti perchè mancava un pilastro

E’ questo il risultato delle perizia dei consulenti Benedetti e Salvatori e portata a conoscenza della Procura di L’Aquila.Il 6 Aprile del 2009, durante il tragico terremoto che colpì anche  la città abruzzese,crollo di netto un’ala (la nord) della casa dello studente, causando ben 8 morti e 6 feriti.

La casa dello studente era una struttura originariamente destinata al magazzinaggio, in cui gli studenti universitari potevano dormire e vivere, in modo da non dover fare continuamente avanti indietro dalle loro abitazioni, con notevole risparmio di tempo e di soldi. Il crollo comunque fu subito sospetto: gli studenti residenti nella struttura avevano  già denunciato la situazione dei pilastri,che versavano in condizioni gravi, pieni zeppi di umidità, sia per la mancanza di un terrazzo impermeabilizzato, sia per la consistenza degli stessi muri, che sembra fossero costruiti con materiali scadenti ed irregolari.

Sarebbe comunque  proprio la mancanza di una colonna portante ad aver principalmente causato il crollo totale dell’ala nord della struttura, oltre a diverse altre irregolarità, come la scala d’emergenza non fissata alla struttura stessa o il peso dei pannelli solari che gravavano ulteriormente sul tetto già in condizioni disastrose.

Ai tempi vi furono anche polemiche sul disinteresse presunto di chi avrebbe potuto e dovuto intervenire e sul fatto che, chiesto aiuto da parte degli studenti alle prime scosse, non  avesse dato peso alla cosa probabilmente ritenendola non rilevante, una studentessa infatti dichiarò all’epoca: In questi ultimi otto giorni ci sono state molte scosse, abbiamo contattato i vigili ma spesso non ci hanno risposto. Anche ieri sera alle 23 siamo usciti. Nessuno ci ha detto niente. Siamo rientrati.

Nel frattempo,la perizia è ora anche nelle mani degli avvocati difensori degli imputati al processo, allo scopo di rispondere alle accuse possibili derivanti dal risultato della perizia.

Angelo Sanna