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Sciopero della fame sul Web: Francesco e Samuel vogliono sposarsi

(SAVONA)  In attesa che un progetto politico sulla convivenza e sul matrimonio gay prenda una strada ben precisa Francesco Zanardi, 38 anni, imprenditore e fondatore del movimento Gay Italiani, e Manuel Incorvaia, 22 anni, precario, conviventi da ormai 3 anni in provincia di Savona, decidono ambedue di posizionarsi di fronte ad una web-cam e di non mangiare. “Non mangeremo finché Montecitorio non metterà in calendario le proposte di legge sui matrimoni gay”.

E come esperto da consultare per affrontare al meglio la dura prova la coppia gay non poteva scegliere nullaltro che un veterano di scioperi di fame e sete come il politico Marco Pannella: “Abbiamo chiesto consiglio a Marco Pannella: chi, meglio di lui, ci poteva consigliare come sopravvivere allo sciopero della fame

”, dice con una punta di ironia Francesco. “Ci ha consigliato di bere tre cappuccini al giorno, ingoiare vitamine e bere, bere tanto. Faremo come lui ci ha detto”.

La telecamera riprende una zona del salotto, ma non solo, oltre a vedereli potete anche parlare con loro. Francesco in particolare è a disposizione con cuffie e microfono per chiunque abbia desiderio di comunicare con lui e conoscere la sua storia di discriminazione.

“In Italia ci sono due modi per essere omosessuali: l’una, quella scelta da me e da Manuel è mostrasi al mondo così come si è, senza nascondere nulla a nessuno, in pace con se stessi. Oppure non essere visibile: meno problemi sociali ma molti più interni. Lo Stato ti fa sentire un essere sbagliato. Ma noi non siamo sbagliati. Vogliamo il rispetto dei diritti riconosciuto ai coniugi eterosessuali, così come sancito dalla Costituzione”.

“Ci appoggiano don Franco Barbero, il leader delle comunità cristiane di base; Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria e Franco Grillini, parlamentari ed ex parlamentari che da sempre combattono contro le discriminazioni. Andremo avanti con lo sciopero della fame

finché la politica italiana non si ricorderà di noi”.

Non si tratta quindi di un reality certo, ma di una presa di posizione che solleva temi molto caldi che la politica italiana prima o poi dovrà affrontare ed inquadrare in modo definitivo.

Paolo Brera

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