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Calcio, Leonardo: “Fondamentale la mentalità vincente”

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Leonardo, alla prima stagione alla guida del Milan, sorridente in panchina

Un Milan spettacolare regala più di un sorriso a Leonardo. Nel posticipo della 18a giornata di Serie A la formazione rossonera si è imposta per 5 a 2 sul Genoa. L’allenatore brasiliano si è dimostrato chiaramente raggiante per la prestazione, ma è soprattutto felice per la spumeggiante vittoria casalinga e per i tre punti guadagnati.

L’ampiezza del risultato finale può ingannare. Poiché la vittoria è stata tutt’altro che facile, soprattutto all’inizio, non è mai sembrata così scontata. Infatti, la prima parte di gara si è dimostrata estremamente complicata come si evince dalle parole che Leonardo ha rilasciato ai microfoni di Sky Sport: “A prescindere dalla prestazione, la cosa più importante è stata la partenza. Siamo partiti benissimo, creando molto. Poi abbiamo sbagliato il primo rigore [con Ronaldinho al 12’, ndr] e abbiamo subito il gol [di Sculli al 25’, ndr] alla loro prima occasione, ma abbiamo reagito subito alla grande. Quello che conta è l’atteggiamento mentale, al di là degli schemi e degli equilibri tattici”. Poi il tecnico puntualizza: “Per non soffrire, devi attaccare”.

In una parola, la miglior difesa è l’attacco. E quando il settore offensivo milanista è in forma, la squadra diventa temibile su tutti i fronti. Poiché se unisci la sapienza tattica della compagine rossonera al potenziale tecnico e realizzativo dei singoli calciatori, lasciando a essi grande libertà nella costruzione e nella produzione di gioco, si ottiene una formazione capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversario, in ogni reparto, assumendo il controllo della palla e creando il maggior numero possibile di occasioni da rete.

Si può affermare che il modulo “4-2 fantasia” inventato da Leonardo sta iniziando a dare i suoi frutti. La mentalità offensiva del gruppo e la grinta che ogni singolo giocatore pone all’interno del terreno di gioco diventa fondamentale per il risultato e per il buon rendimento collettivo della squadra. L’allenatore brasiliano è riuscito a creare un’atmosfera serena all’interno dello spogliatoio, grazie alla quale ogni calciatore riesce ad esprimersi al massimo, per se e per i compagni, come nella partita di oggi.

Proprio alla luce di questa “straordinaria prestazione”, il pensiero di Leonardo vola alla sconfitta rimediata lo scorso 13 dicembre in casa con il Palermo: “Non si possono cambiare le certezze accumulate con le vittorie e le buone prestazioni per una sola sconfitta”.

Infine, si congratula con tutti i suoi giocatori:  David [Beckham, ndr] ha fatto una settimana allenandosi in tutti i ruoli. Ha dimostrato grande disponibilità, professionalità e un’intelligenza tattica enorme. Comunque bravi tutti – ribadisce l’allenatore brasiliano – da Gattuso, che era al rientro ed è andato anche vicino al gol, a Borriello, bella doppietta, a Huntelaar, che è entrato e ha segnato, ad Abate e Antonini. Bravi tutti”. Senza dimenticare che oggi mancavano all’appello almeno tre giocatori importanti quali Zambrotta, Seedorf e Pato. Forse la coperta non è poi così tanto corta e il Milan può arrivare lontano con i giocatori che ha a disposizione.

Anche Adriano Galliani, amministratore delegato e vicepresidente della società di via Turati, sottolinea l’importanza di Beckham, giunto al Milan durante il mercato di riparazione invernale: “Si è dimostrato ancora un grande acquisto, è un campione e un giocatore molto duttile. Ed è tornato per motivi affettivi, non certo per denaro”.

Sempre Galliani, godendo della splendida vittoria contro la formazione ligure, lancia un pensiero alla sfida  contro la Juventus della prossima settimana, decisiva nella rincorsa all’Inter. “Stiamo facendo il nostro campionato e siamo soddisfatti. E’ straordinario aver fatto 21 punti in otto partite – spiega l’ad rossonero – Se poi l’Inter vince sempre… Con la Juve sarà fondamentale perché presumibilmente l’Inter batterà il Siena e chi perderà si staccherà, anche se noi dovremo ancora disputare il recupero a Firenze [il 27 gennaio, ndr]. Sarà complicata e difficile sia per noi che per i bianconeri”.

Il Milan è dunque lanciatissimo per lo Scudetto, la sfida con i bianconeri sarà una sorta di prova del nove, dentro o fuori. Se il Diavolo dovesse vincere anche a Torino, e ciò non accade dal 14 marzo 2004 (fu un 1-3 con gol di Shevchenko, doppietta di Seedorf e rete finale di Ferrara), anno in cui la formazione rossonera vinse il suo 17° e ultimo scudetto, sarà difficile per i tifosi rimanere con i piedi per terra.

Emanuele Ballacci