Avellino: operaia reintegrata per sentenza, trasferita in India dall’azienda

«Una vergogna, un atteggiamento discriminatorio nei confronti di un’operaia e di una madre. Gaetanina Di Paolo aveva avuto diversi contratti a termine, a partire dal 2004. A un certo punto ha rivendicato l’assunzione, e l’ha ottenuta: il giudice ha riconosciuto l’esistenza di un contratto indeterminato. E l’azienda questa gente non la vuole: trasferire in India una semplice operaia non ha alcun senso dal punto di vista produttivo e organizzativo, si tratta solo di una ritorsione. Quale tipo di esigenza organizzativa urgente può richiedere il distacco di un’operaia tanto a lungo e tanto lontano? Il distacco deve comunque essere concordato con il lavoratore e con i sindacati, altrimenti qualunque azienda che ha una sede lontana può distaccare un lavoratore per ritorsione».

Dalle parole riferite da Gaetano Altieri, segretario dei metalmeccanici Uil di Avellino, il riassunto dell’accaduto. La 49enne Gaetanina Di Paolo è madre di quattro figli. Dal 2004 lavora per un’azienda di frigoriferi industriali, la Catering Equiment Industry di Montemiletto, gruppo Desmon. La signora ha ottenuto, su sentenza di un giudice, l’assunzione a tempo indeterminato: sono state giudicate illegittime le continue proroghe di svariati contratti a termine.
L’azienda non ha potuto che adeguarsi, decidendo però di trasferire la propria operaia in India, in un’altra azienda del gruppo.

Il sindacato commenta: «Le motivazioni del trasferimento sono del tutto pretestuose e intendono intralciare la reintegrazione disposta dal giudice piuttosto che soddisfare una urgente e improrogabile esigenza aziendale».

Valeria Panzeri