Caso Denise: i Pm chiedono il processo per Jessica Pulizzi

Processate Jessica Pulizzi, è stata lewidth=219i a rapire la sorellastra Denise, per vendetta. Con queste parole i Pubblici Ministeri Laura Cerroni e Anna Sessa, hanno chiesto il rinvio a giudizio per Jessica pulizzi, la sorellastra di Denise Pipitone scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004. Davanti al Gup Lucia Fontana al Palazzo di Giustzia di Marsala, i due giudici hanno avanzato le loro tesi per processare la Pulizzi.

Il reato contestato a Jessica Pulizzi, 22 anni, che all\’epoca era ancora minorenne, è quello di concorso in sequestro di persona con l\’aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni. Una fattispecie introdotta con il pacchetto sicurezza varato dal governo, fortemente sollecitata dalla mamma di Denise e dal suo legale. Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche per l\’altro indagato, Gaspare Ghaleb, ex fidanzato della Pulizzi, che però deve rispondere solo di false dichiarazioni al Pm. Alle richieste dell\’accusa si sono associate anche le parti civili, rappresentate dall\’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise, e l\’avvocato Rosa Tumbarello, che assiste Piero Pulizzi, padre naturale della piccola rapita, nonché genitore di Jessica Pulizzi.

Un uomo diviso a metà: da un lato l\’affetto per una figlia nata fuori dal matrimonio, rapita quando aveva appena quattro anni, dall\’altro quello per l\’altra figlia legittima, che è anche l\’unica accusata del sequestro della sorellastra. Sulle richieste di rinvio a giudizio, il gup Fontana si dovrà pronunciare nell\’udienza del 18 gennaio prossimo. A meno che, in quella data, i difensori dei due indagati non decidano di chiedere il processo con rito abbreviato. In quel caso sarà lo stesso Gup a decidere, sulla base delle prove raccolte nel corso delle indagini, e non il tribunale.

L\’avvocato Gioacchino Sbacchi, il legale di Jessica Pulizzi molto noto per avere assistito tra gli altri anche Giulio Andreotti, non scopre le sue carte in vista dell\’udienza decisiva. Ci sono dei tempi procedurali – spiega – rispetto ai quali mi pare prematuro annunciare quale sarà la nostra richiesta. Una schermaglia giudiziaria che lascia indifferente Piera Maggio: Per me non cambia nulla, l\’importante è che finalmente si arrivi alla verità sulla scomparsa di mia figlia dopo cinque anni interminabili di sofferenza.

Manuela Vegezio