“Caso Vendola”: Sinistra e Libertà minaccia lo strappo

Sinistra e Libertà, il partito di Nichi Vendola, governatore uscente della Puglia, non ci sta. Dopo la decisione del PD di puntare sul delfino del vice-segretario nazionale Enrico Letta, l’economista Francesco Boccia, per la corsa alle elezioni regionali, il coordinamento nazionale del partito guidato da Vendola decide la sospensione delle trattative con il tavolo del centro-sinistra in tutte le regioni italiane.

“La candidatura di Nichi Vendola”  – recita un comunicato del partito – ” è la candidatura della buona politica contro quella degli intrighi di palazzo”, accusando il PD di subalternità rispetto ai dettami dell’UDC guidata da Pierferdinando Casini, che aveva posto il veto ad un’eventuale ricandidatura del presidente uscente Vendola come conditio sine qua non per un’alleanza con i Democratici e il resto del centro-sinistra.

Il candidato in pectore Francesco Boccia fa comunque sapere di avere dalla sua l’appoggio di tutta la coalizione di centro-sinistra, compresa l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Bari.

Si complica, dunque, il cammino del centro-sinistra nella corsa verso le nuove elezioni regionali in Puglia, dato che un’eventuale strappo con il leader di Sinistra e Libertà potrebbe portare ad una candidatura autonoma dello stesso Vendola, che ha ribadito la sua disponibilità a rinnovare quella sfida nelle primarie che già nel 2005 lo vide contrapposto a Boccia.

Sante Di Biase