Decifrata la più antica scritta ebraica. Meno di un mese dopo la ricomposizione della “stele di Eliodoro”

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Un frammento di terracotta delle dimensioni di 15 per 16,5 centimetri pare custodire la più antica scritta ebraica ad oggi recuperata.

L\’avvenuta decifrazione è stata annunciata dal dipartimento di studi biblici dell\’Università di Haifa, nel nord di Israele, ad opera del professor Gershon Galil a un anno e mezzo dal ritrovamento del reperto nel sito di Khirbet Qeyfa, vicino all\’attuale città di Beith Shemesh, nei pressi della valle di Elah, luogo dove si narra ebbe luogo lo scontro tra David e Golia.

Si tratta, secondo quanto si legge nel comunicato, di un testo risalente al X secolo a.C., ossia al regno di David, inerente il trattamento da riservarsi a poveri, schiavi, stranieri, vedove e orfani, scritto con termini specificamente ebraici e legato concettualmente a passi della Bibbia.

È, questo, un mese particolarmente fortunato (per così dire, dal momento che si tratta di studio e ricerca, piuttosto) per gli archeologi israeliani: il 15 dicembre infatti è stata ricomposta la cosiddetta “stele di Eliodoro” – ne aveva dato notizia il “Jerusalem Post”, citato dal sito Israele.net: un antico comunicato, steso in lingua greca e datato 178 a.C., contenente istruzioni del re al suo capo ministro (e futuro assassino) Eliodoro riguardo all\’incarico attribuito a tale Olimpiodoro della raccolta di denaro dai templi della regione.

Una nuova imposta, derivante in parte dai problemi finanziari con cui lo stato doveva fare i conti soprattutto a causa della forte indennità di guerra dovuta ai Romani con la pace di Apamea (188 a.C), che costituì un provvedimento restrittivo da parte dei seleucidi nei confronti dell\’autonomia per la religione ebraica. E che, insieme alla sconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, ora dedicato a Zeus Olimpio, fu motivo di un malcontento che sarebbe poi sfociato nella rivolta dei Maccabei del 167-164 a.C., scoppiata durante il regno di Antioco IV, narrata nei due libi dei Maccabei e ricordata dalla festa di Hannukah.

Manuela Di Paola