Duccio Demetrio: città e sguardo religioso dei non credenti

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Duccio

La religiosità come inquietudine è al centro di Ascetismo metropolitano (Ponte alle Grazie, 2009, € 13,50), recente libro di Duccio Demetrio, docente di Filosofia dell\’educazione all\’università Bicocca di Milano, in cui l\’autore indaga origini e modi della religiosità laica.

L\’ascetismo metropolitano è una ricerca di se stessi e al contempo una sorta di sfida al disordine della città: per dirlo con le parole dell\’autore, «è l\’etica civile di chi, vagabondando tra le folle, non si rassegni alla disumanizzazione urbana e si ostini, qui e non altrove, a cercare la propria solitaria dimensione spirituale».

Così, a ispirare le belle pagine del libro, non sono solo classici del pensiero filosofico (è presentissimo il Jaspers della Filosofia dell\’esistenza) o religioso (Thomas Merton, madre Teresa di Calcutta), ma anche e soprattutto quelle voci che hanno dedicato la loro attenzione alla città e al rapporto tra l\’uomo e la città – da intendersi questa, ancora una volta, l\’orizzonte di una ricerca: ad essa, ci suggerisce Demetrio nell\’Introduzione, ripercorrendo le parole di Jonas su Auschwitz, l\’uomo ha teso lo sguardo dopo che i dolorosi accadimenti del “secolo breve” hanno svuotato il cielo da dio.

Così nella lettura incontriamo, ovviamente l\’Augé teorizzatore dei non luoghi, e ancora, Rilke, Luzi, tra i poeti italiani del Novecento forse quello più (o più esplicitamente) legato alla religiosità – di nuovo, ma non sarà inutile sottolinearlo, una religiosità che non è pacifica contemplazione del divino, ma ricerca di esso, sua scoperta, perdita e ritrovamento dentro alle cose del mondo – l\’Eliot che in The waste land versifica l\’Unreal city, il Calvino che nelle Le città invisibili scriveva: “D\’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

Le pagine del bel libro puntano all\’essenza di tale ricerca, dell\’apparente paradosso tra pratica ascetica e caotica vita urbana, del suo possibile (?) scioglimento.

?Manuela Di Paola