Fenomeno Ke$ha

Inarrestabile l’ascesa della biondina di Los Angeles

Ke$ha è stata l’artista emergente di MTV Push a novembre e non possiamo dire di non averci visto giusto!

La bella e irriverente biondina di Los Angeles ha scalato la classifica americana e ha totalizzato ben 610mila download del suo singolo tormentone “Tik Tok” battendo ogni record per un’artista donna dal 2003. Il suo disco d’esordio “Animal” è acquistabile su iTunes da ieri e uscirà nei negozi il 26 gennaio prossimo.

Se c’è una cosa che Kesha sa fare è raccontare storie. Qui ce n’è una carina: Due anni fa l’aspirante cantautrice pop decise di farsi produrre il primo album da Prince. Così trovò il suo indirizzo e andò alla sua villa a Beverly Hills, dove pagò cinque dollari al giardiniere perché la lasciasse infilarsi sotto la sbarra d’ingresso. Poi percorse il viale d’accesso (ricoperto di velluto color porpora), penetrò nell’edificio attraverso una porta laterale non chiusa a chiave, salì con l’ascensore a specchi fino al terzo piano dove il Purple One in persona stava improvvisando con il suo gruppo. “Fu un po’ imbarazzante,” ricorda, “ma chi ci bada, giusto? Quindi mi sedetti su uno dei troni purpurei nella stanza finché lui non mi notò, il che alla fine successe. ‘Come diavolo sei entrata qui?’, aveva l’aria di chiedermi,” continua a raccontare ridendo. “A quel punto il servizio di sicurezza mi buttò fuori, ma non prima che gli lasciassi il mio CD demo avvolto in un gigantesco fiocco color porpora.”

Kesha non fu mai contattata da Prince, ma l’episodio la dice lunga sull’esplosiva personalità e determinazione di questa ventiduenne nuova arrivata. “Ho sempre saputo di voler fare la cantante,” spiega. “Esiste un video di quando avevo cinque anni nel quale, nuda e con il corpo dipinto, dicevo, ‘ho intenzione di diventare una rock star e nessuno riuscirà a fermarmi!’ Questa è la mia vocazione. Se non la perseguo, mi sentirò come un burattino a cinquant’anni.”

Non sorprende che le canzoni mettano in luce il talento di Kesha per la narrazione, sebbene la sua scelta dei temi non sia propriamente convenzionale. Un pezzo parla di quando Kesha vomitò in un ripostiglio durante una festa a casa di Paris Hilton (“Party at a Rich Dude’s House”), un altro di quando “una stupida prostituta mi si parò davanti come se fosse una mia amica ma poi di nascosto cercò di farmi cadere” (“Backstabber”), e un altro di quando scoprì che il suo ragazzo la tradiva con una famosa stellina pop che deve rimanere senza nome (“Kiss & Tell”). Per non parlare di quello che scrisse quando, dopo aver incontrato un ragazzo in un locale, cominciò a vedere l’universo come una ciclica catena di eventi collegati (“Chain Reaction”, che è apparso anche in The Hills di MTV).

Kesha deve il suo amore per le canzoni imperniate su una storia al fatto di aver trascorso gli anni formativi vivendo con cantautori veterani a Nashville. La madre Pebe, ex cantante punk-rock, scrive canzoni nella capitale della musica country dai tardi anni settanta quando un brano di cui era coautrice, “Old Flames Can’t Hold A Candle To You”, diventò un successo per Joe Sun nel 1978 e uno ancora più grande per Dolly Parton nel 1980. All’epoca della nascita di Kesha nel 1987 (venuta al mondo durante una festa nella San Fernando Valley di Los Angeles), tuttavia, Pebe stava attraversando un brutto momento, in lotta per mantenere Kesha e il fratello maggiore con la propria musica. “Dipendevamo dall’assistenza sociale e dai buoni governativi per i viveri,” racconta Kesha. “Uno dei miei primi ricordi è mia madre che mi dice, ‘Se vuoi qualcosa, prenditela’.”

X6X Christian Cinetto