Jonathan Ross abbandona la BBC

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LONDRA – Jonathan Ross, uno dei conduttori più pagati della tv britannica,  ha dichiarato oggi di voler lasciare la Bbc, senza specificarne le ragioni e i motivi.

Ross, insieme a Russell Brand, altro personaggio di spicco della tv e della radiofonia britannica, furono coinvolti, nell’ottobre del 2008, in uno scandalo, che costrinse entrambi i conduttori alla sospensione dall’attività per alcuni mesi e alla rinuncia di una parte dei loro lauti compensi.

In quell’occasione, durante un programma radiofonico Jonathan Ross e Russell Brand registrarono messaggi imbarazzanti sulla segreteria telefonica dell\’anziano attore Andrew Sachs, reso celebre dalla serie televisiva “Fawlty Towers”.

L’oggetto dei messaggi era la nipote dell’attore Sachs con cui evidentemente Russell Brand, da quanto emerso dai messaggi, aveva intrattenuto rapporti sessuali.

Vi furono come detto aspre polemiche, che portarono l’opinione pubblica ed i vertici della BBC a riflettere sui comportamenti e le “sparate” di alcuni dei loro dipendenti più famosi. Oggetto delle polemiche furono anche i ricchissimi contratti che la BBC, tv pubblica britannica, riconosce ai presentatori più famosi.

Il direttore generale della BBC, Mark Thompson, non esitò a dichiarare inaccettabili ed inappropriati i comportamenti di Jonathan Ross e sostenne che la sospensione, rappresentava l’ “ultimo avvertimento” per il conduttore del popolarissimo “Friday Night Show”.

Il celebre conduttore, fu, tuttavia, già al centro di numerose altre polemiche in passato.

Fu infatti in passato accusato di omofobia, e più volte si rese celebre di uscite a dir poco felici, come quando chiese al leader conservatore britannico, David Cameron, se avesse mai avuto pensieri “erotici” nei confronti di Margaret Thatcher, storica leader “tories” o come quando bollò come “fottuta bugiarda”, l’ex moglie di Paul McCartney, Heather Mills, che ha solo una gamba aggiungendo, poi, che non si sarebbe stupito se si fosse venuto a sapere che in realtà ne aveva due.

Federico Lusi