Puglia: Vendola, Boccia e il bluff dell’Alleanza per la Puglia

Come riportato da tutti i principali quotidiani, il governatore della Puglia Nichi Vendola non ha incontrato il candidato del Partito Democratico Boccia, impegnato nel suo “mandato esplorativo”.
Vendola, infatti, ha confermato di essere disposto a rimettere in discussione la sua candidatura solo in caso di primarie che il Pd non sembra intenzionato ad accettare, per non rischiare di dover rimettere in discussione l’accordo raggiunto con l’Udc.

Per questi motivi, nel corso di una riunione tenuta ieri con altri dirigenti del suo partito, Vendola ha annunciato l’intenzione di cominciare, da subito, la sua campagna elettorale, aspettando poi che il Partito Democratico, nell’assemblea regionale di lunedì prossimo, chiarisca definitivamente la sua posizione.

E’ senz’altro sintomo della confusione che regna in casa democratica il comunicato rilasciato ieri da Boccia, che sosteneva di aver costruito, intorno alla sua candidatura, una forte “Alleanza per la Puglia“, costituita da dieci formazioni politiche dell’area di centrosinistra.

I partiti, elencati da Boccia, sarebbero Pd, Udc, Idv, Socialisti, Verdi, Radicali, Repubblicani, Api, Sinistra Popolare, Unione movimenti popolari, Pdci.
Per cominciare anche la certezza dell’Italia dei Valori è tornata a traballare dopo che ieri Antonio Di Pietro si è detto pronto a correre da solo in tutte le regioni se il Partito Democratico non ritirerà la proposta di legge sull‘immunità parlamentare presentata in tandem con il PdL.

Lasciando da parte il peso elettorale che potrebbero (non) vere formazioni come i Repubblicani o Api, Sinistra Popolare è un movimento che fa capo a Marco Rizzo, che ha fatto sapere che SP non si presenterà in nessuna regione, mentre l’unico comunicato stampa esistente di Verdi e Radicali è quello firmato, insieme alla Federazione della Sinistra (cui fa parte anche il Pdci), alcuni giorni fa che sostiene la candidatura di Vendola, coerentemente con la necessità di continuare, e migliorare, il percorso di costruzione di un’alternativa di Governo nella regione.

“Ribadiamo – si legge in una nota dei Verdi pugliesi – l’indisponibilità a sostenere altre candidature al di fuori di quella del presidente uscente, Nichi Vendola, senza il previo ricorso alle elezioni primarie regionali”.

“La subalternità – aveva spiegato Ferrero a nome della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci-Socialismo2000-Lavoro&Solidarietà) – con cui il Pd sta cercando l’accordo con l’Udc nelle regionali determina una danno gravissimo alla possibilità di fare coalizioni qualificate sui contenuti per sconfiggere le politiche della destra”.

Una cosa è certa, più il Partito Democratico insiste a giocare con le “scatole vuote” (come le ha definite Vendola), più crescono le possibilità che la destra, dal PdL a Io Sud della fascista Poli Bortone, possa vincere la competizione a mani bass.

Mattia Nesti