Rosarno, protesta degli immigrati in rivolta

 

Dopo gli scontri avutisi nella giornata di ieri tra le forze dell’ordine e gli immigrati africani, scontri che hanno causato il ferimento di alcune persone oltre al danneggiamento di centinaia di automobili, è ricominciata  questa mattina la protesta degli immigrati a Rosarno (Reggio Calabria), con nuovi atti di vandalismo.

Ad essere danneggiate questa volta sono state le vetrine di vari negozi, insieme al rovesciamento di cassonetti della spazzatura; le forze dell’ordine tengono però sotto controllo la situazione con l’impiego di carabinieri e decine di agenti di polizia.

Secondo le ultime stime della Polizia di Stato, circa duemila immigrati si sono radunati davanti alla sede del Comune di Rosarno; a far nascere la protesta è stato il ferimento di alcuni extracomunitari con colpi di fucile ad aria compressa da parte di individui non ancora identificati. I feriti, tra cui un rifugiato politico del Togo con permesso di soggiorno regolare, non sono in condizioni gravi, ma la volontà di reagire e idee di protesta erano già nella mente di questa colonia di lavoratori.

Sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell’agricoltura, ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile così come a Gioia Tauro,  in un immobile dell’Ex Opera Sila.

In seguito alla protesta seguita da atti di vandalismo di questa mattina si è deciso di non aprire nè i negozi nè le scuole; un cittadino di Rosarno ha sparato stamane due colpi di fucile ad aria compressa per intimidire un gruppo di immigrati che si era formato davanti alla sua casa.  Questi ultimi sono poi entrati nell’abitazione dove si trovavano moglie e figli dell’uomo, ma si sono limitati ad urlare e protestare per poi allontanarsi subito; l’episodio è quindi fortunatamente  finito senza incidenti nè feriti.

Rossella Lalli