Terrorismo, due arresti per l’attacco sventato a New York

Le forze speciali antiterrorismo dell’Fbi hanno arrestato due uomini, Adis Medunjanin e Zarein Ahmedzay, collegati con il caso di Najibullah Zazi, l’afghano accusato dello sventato attentato di al Qaeda per l’ottavo anniversario dell’undici settembre. I due uomini frequentavano la stessa scuola di Zazi, la Flushing High School e nel 2008 erano andati in Pakistan con lui. Zazi, sospettato di aver coordinato una cellula di al Qaeda per preparare attentati a New York, si è dichiarato non colpevole. Il giudice ha ordinato che resti in carcere, senza la possibilità di chiedere la libertà sulla parola.

Intanto, oggi, il presidente Barack Obama si è assunto ogni responsabilità per le falle emerse nel sistema di sicurezza americano il giorno della mancata strage di Natale e ha ordinato una revisione dei meccanismi che non hanno funzionato. “L’intelligence Usa aveva tutte le informazioni necessarie per prevenire l’attentato – ha ammesso Obama dopo avere ricevuto un primo rapporto sul tentato attacco terroristico – ma è mancato il coordinamento dell’intelligence: non siamo stati in grado di comprendere e utilizzare i dati in nostro possesso”. Obama ha aggiunto di non avere alcun interesse ad assegnare le colpe e ha parlato di “fallimento dell’intero sistema”, aggiungendo che ora la priorità è “correggere immediatamente le disfunzioni per rendere tutti più sicuri”.

Il presidente ha già stanziato un miliardo di dollari per migliorare la sicurezza. Inoltre, ha invitato gli statunitensi ad andare avanti con la loro vita e a non cadere in una mentalità da Paese assediato perché “è proprio quello che vogliono i terroristi”. Al tempo stesso, però, ha sottolineato che l’America è “in guerra con al Qaeda” e ha elencato una serie di misure di sicurezza: ha chiesto al Dipartimento di Stato una revisione del sistema di concessione e revoca dei visti; ha domandato al Dipartimento per la sicurezza nazionale di migliorare la tecnologia usata ai punti di controllo (salvaguardando la privacy); ha ordinato una revisione dei metodi per la compilazione delle liste dei sospetti terroristi e una maggiore cooperazione con i Paesi alleati per rendere più stringenti e omogenei i controlli. Obama ha inoltre chiesto al ministro per la Sicurezza interna, Janet Napolitano, di recarsi la prossima settimana in Europa per discutere queste misure con i Paesi alleati. L’intelligence Usa dovrà poi stabilire un sistema per indagare in modo sistematico sulle informazioni di gravi minacce terroristiche.

Nel mirino delle revisioni c’è anche il modo in cui sono compilate le liste dei sospetti terroristi consegnate dagli Usa alle compagnie aeree. Nel caso dello studente nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, imbarcatosi su un aereo Usa diretto da Amsterdam a New York con una carica esplosiva nascosta nelle mutande, il suo nome era finito in una lista di sospetti dopo che il padre aveva manifestato all’ambasciata Usa in Nigeria la sua preoccupazione per i contatti del figlio con gruppi estremisti nello Yemen. Il nigeriano non era però stato inserito nella lista delle persone giudicate troppo pericolose per essere imbarcate sui voli diretti negli Stati Uniti.

Secondo le rivelazioni fatte da alcuni funzionari yemeniti lo studente era stato reclutato da al Qaeda mentre si trovava a Londra. In seguito aveva incontrato nello Yemen un religioso musulmano, Anwar al-Awlaki, lo stesso che era stato in contatto con l’autore della strage nella base militare di Fort Hood, in Texas, nella quale morirono tredici persone.

Maria Elena Tanca