Antichi egizi, quel trucco nero che proteggeva gli occhi

 

Quel tratto nero, forte e calcato, che tanto faceva risaltare gli occhi degli antichi egizi aveva tra i suoi componenti il piombo, sostanza nociva e notoriamente tossica. Eppure, a esaltarne presunte virtù curative oltre che quelle estetiche  sono stati molti tra medici romani e greci; contraddizione, questa, che ha generato stupore e soprattutto curiosità in un gruppo di ricercatori del Centro nazionale di ricerca scientifica e dell’università Pierre e Marie Curie di Parigi i quali , collaborando con il Centro di restauro e ricerca dei musei di Francia hanno scoperto che non solo il piombo a dosi molto deboli non è nocivo, ma induce anzi la produzione di una molecola nell’organismo, il  monossido di azoto, che attiva il sistema immunitario.

Quindi oltre ad un notevole effetto estetico, il trucco degli antichi egizi aveva effetti medicinali ed era in grado di far scattare un meccanismo di difesa che, nel caso di infezione agli occhi, limitava il proliferare dei batteri.

Sono queste le conclusioni a cui è arrivata l’equipe dei ricercatori guidata da Christian Amatore, la quale ha impiegato laurionite, un cloruro di piombo che risulta tra i sali sintetizzati dagli antichi egizi e ne ha controllato l’azione su una cellula isolata della pelle tramite ultramicroelettrodi, rilevando la produzione di qualcosa come decine di migliaia di molecole di monossido di azoto. Quest’ultimo incentiva e stimola l’arrivo di macrofagi, particolari cellule immunitarie che difendono l’organismo ingerendo scorie e batteri.

Rossella Lalli