Calcio-Ciro Ferrara: “La Juve operaia batterà la classe del Milan”

Domani sera allo stadio Olimpico di Torino andrà in scena il vero Derby d’Italia tra Milan e Juventus, le due formazioni che più hanno vinto in Italia e in Europa. Rossoneri a +1 rispetto alla Juventus ma con una partita da recuperare (contro la Fiorentina); bianconeri che devono assolutamente vincere per non lasciare scappare gli avversari e per salvare la panchina di Ciro Ferrara, sempre in bilico. Il tecnico sente la tensione della partita, ma non la pressione per la sua panchina: “Mi sentivo tranquillo anche prima della vittoria di Parma e mi sento tranquillo anche oggi – dice surante la conferenza stampa di vigilia -. Il capitolo riguardante la mia panchina non si chiuderà mai. Non soltanto il mio capitolo, ma quello di tutti i tecnici in generale. Il calcio è questo: il nostro futuro dipende esclusivamente dai risultati. E gli umori della stampa viaggiano di conseguenza”.
Come sono cambiate Juventus e Milan dall’inizio della stagione?
“Abbiamo fatto il percorso inverso e abbiamo vissuto due periodi diversi. La prima parte di stagione è stata più positiva per noi, la seconda parte più positiva per loro. Il Milan è cresciuto sia in condizione che dal punto di vista della convinzione nei propri mezzi. Il fatto che loro siano soltanto un punto sopra di noi nonostante una gara in meno, significa che abbiamo sfruttao in maniera diversa questa prma parte di stagione. Ma il Milan che affrontiamo domani è una squadra in ottime condizioni”.
E’ una finale per entrambe le squadre 
“La parola finale non vorrei utilizzarla, porta male (ride). L’abbiamo utilizzata alla vigilia della sfida contro il Bayern Monaco e sappiamo tuti com’è andata a finire. A parte le battute. Sarà una gara di alto livello, molto sentita dai tifosi, dalla squadra e dalla società. Come sempre sarà una sfida molto intensa”.
Cos’ha avuto Leonardo più di te, vista la vostra crisi e il loro ottimo momento?  
“Difficile giudicare da qui. Posso solo dire che sono molto contento per Leo (Leonardo, ndr) perchè merita tutto questo e sta facendo un ottimo lavoro. Ci siamo visti ad inizio stagione, quando il Milan era nel periodo buio e l’ho visto sempre molto sereno e molto tranquillo. Forse ha avuto meno infortuni rispetto al sottoscritto, ma cercheramo comunque di battere il Milan“.
Forse la differenza sta negli elogi: lui è elogiato, tu no
“La differenza fondamentale sta nella qualifcazione agli ottavi di finale di Champions League. Loro hanno superato il turno, noi no. I risultati, com’è logico che sia, influiscono molto sulle opinioni della stampa e sul giudizio di un allenatore. Ecco il motivo degli elogi per Leo e le critiche per me. E’ il gioco del calcio. Noi siamo partiti bene e poi siamo calati. Loro hanno fatto il processo inverso”.
Leonardo è stato difeso dalla società… (non lascia nemmneno finire la domanda e risponde subito)
“Ho già capito dove volete andare a parare: anche io sono stato difeso dalla società e tutt’ora sento la vicinanza e la fiducia della società e della dirigenza. Fermo restando che il destino di ogni allenatore è legato dai risultati. Ovvio essere messo in discussione quando le cose non vanno come vorresti”.
Ha preso una decisione tattica definitiva?
“Certo, ma non vengo a dirla a voi. Ho fatto la mia scelta tattica definitiva, ma dipende anche dal recupero di alcuni giocatori”.
La Juventus arriva alla sfida con il Milan con gli uomini contati 
“E’ vero, arriviamo con gli uomini contati, ma con buona voglia di fare e consci che nei momenti che contano la Juventus ha sempre fatto bene e ha dimostrato il proprio valore. E poi smettiamola di guardare sempre ai nostri infortuni. Anche in giro non mi sembra che gli altri stiano meglio di noi”.
Leonardo ha rivitalizzato Ronaldinho. Forse ci vuole un tecnico brasiliano anche per rivitalizzare i brasiliani della Juve
“(risata) Per il momento avete sempre fatto il nome di un olandese, non saprei. Qualsiasi giocatore, quando cambia Paese e si trova a giocare in campionati diversi dai loro,  incontra difficoltà. Ma le incontrate tutta la Juventus. La mia intenzione non è quella di rigenerare uno o due giocatori soltanto, ma tutta la squadra“.
E per Del Piero? Ci vorrebbe un tecnico veneto?
Ho parlato chiaramente con Alessandro e ovviamente quello che ci siamo detti resta fra di noi. Non può essere contento visto che non sta trovando spazio, ma è comunque sereno. E’ sempre stato un serio professionista e lo sta dimostrando ancora una volta. Oltretutto, da capitano, sta trasmettendo serenità a tutta la squadra”.
Che Juve servirà domani sera?
“Una squadra caparbia, che limiti la qualità tecnica del Milan, che è sempre stata un gradino più in alto rispetto a tutte le altre squadre, anche quando giocavo. Non devi lascarli giocare, devi metterli in difficoltà  nelle loro caratteristiche, mettendo in risalto le nostre. Ma il Milan, come qualità di gioco, è sempre stata superiore e lo è tutt’ora. Noi, evidentemente, abbiamo caratteristiche diverse e cercheremo di sfruttarle”.
Il Milan e altre squadre come la Roma si sono rinforzate, la Juventus, invece, ha ceduto tre giocatori in prestito: farete qualcosa?
Con lapartenza di Tiago qualcosa faremo di sicuro: prenderemo qualcuno che risponda alle nostre esigenze, ma non mi sembra questo il momento di parlarne”.
A tal proposito ieri sera Pasquale Foggia è stato avvistato a Torino, a cena, in un noto ristornate di Torino. Un indizio? Una prova? Il calciatore napoletano, che nella sua esperienza alla Lazio non ha mai trovato grande spazio, da quando è approdato il tecnico Ballardini è perennemente sul piede di partenza. Questa potrebbe essere la volta buona, tanto più che una destinazione come quella bianconera è difficile da rifiutare. Magari potrebbe essere il prossimo rinforzo della Juventus. A quanto pare Roberto Bettega ha in serbo il colpo Pasquale Foggia  per dare un tocco di fantasia al centrocampo bianconero.

Andrea Bonino