Polizia ferma traffico di clandestini cinesi: 19 arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:35

width=264Diciassette mila euro, in tre rate. Questo era il prezzo che ciascun immigrato cinese doveva pagare per compiere il viaggio della vita. Europa e Canada le principali destinazioni, il lavoro nero l’unica certezza.

Un’organizzazione specializzata nello “smuggling”, termine tecnico per definire il traffico di immigrati, è stata smascherata dalla Polizia italiana e precisamente dalla squadra mobile di Firenze. Gli agenti hanno tratto in arresto sei cittadini di origine cinese e malese, mentre altri 13 arresti saranno eseguiti nel corso delle indagini.

L’inchiesta, diretta da Ettore Squillace Greco, pm della Dda di Firenze, cui hanno contribuito le questure di Milano, Reggio Emilia, Bologna, Prato e Bari, città dove sono state emesse le sei misure cautelari, è cominciata nel giugno 2007, dopo che la polizia aveva fermato un cittadino cinese che, dall’aeroporto di Firenze, stava cercando di partire per l’Inghilterra con un passaporto falso. Ai clandestini, provvisti di contraffatti documenti di cittadinanza giapponese o coreana, erano “istruiti” sul comportamento da tenere durante il viaggio e sul modo per distruggere tutti i documenti prima di arrivare ai controlli di frontiera. Tutti gli immigrati, una volta giunti nel paese di destinazione, erano destinati al lavoro nero.

Secondo la polizia, l’organizzazione criminale avrebbe operato grazie al supporto di una base logistica in territorio cinese e di “teste di serpente”, cioè di punti di riferimento, in Italia. Gli spostamenti avvenivano tramite gli aerei di linea. La prima sosta del viaggio clandestino sarebbe stata l’Italia, poi gli immigrati venivano “smistati” in Inghilterra, Irlanda, Francia e Canada.

Filippo Ferri, capo della squadra mobile di Firenze, spiega dettagliatamente come avveniva il traffico: L’Italia era una tappa temporanea del loro viaggio, che poteva durare anche mesi. Nel frattempo l\’organizzazione, che aveva una base operativa a Milano, ma ramificazioni anche in Toscana, continuava a lucrare sui clandestini impiegandoli nei laboratori e facendoli dormire in affittacamere, sempre all\’interno delle comunità orientali.

Decisivo, ai fini dell’arresto e del buon esito delle ricerche, è stato il contributo dell’Europol. L\’organismo europeo di Polizia, assicurando le sinergie e lo scambio di informazioni tra le forze dell\’ordine dei vari paesi coinvolti, ha permesso la completa ricostruzione delle attività illecite dell’associazione a delinquere.

L’indagine non può ancora definirsi chiusa, in quanto nelle prossime settimane riguarderà altri Paesi dell’Europa settentrionale. Si attendono nuovi sviluppi.

Emanuele Ballacci