Richard Branson compra una banca e si butta in finanza

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LONDRA – Non bastavano un’etichetta discografica, una compagnia aerea, i treni, una catena di palestre, la tv via cavo, la presenza in Formula 1, un drink analcolico e persino una proposta di “turismo spaziale”.

L’eclettico proprietario della Virgin, Richard Branson, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, una ne pensa  e cento ne fa, e tenta un\’altra avventura.

E’ proprio di questi giorni la notizie che, la Virgin ha acquisito una piccola banca, la Church House Trust per la precisione, pagando la “modica” cifra di 12,28 milioni di sterline.

La Church House Trust, piccola banca regionale, che tuttavia può giò contare su 3 mila clienti e depositi per 50 milioni di sterline è solo il punto di partenza, ma che come ha tenuto a riferire il magnate della Virgin, “offre una solida piattaforma per crescere in questo settore.” Infatti dalla Virgin di Richard Branson arriveranno subito 37 milioni di sterline e un talento imprenditoriale-commerciale fuori dal comune.

C’è da dire che la sfida lanciata da Richard Branson è resa ancor più difficile,e quindi coraggiosa, dal fatto che la Gran Bretagna è ancora alle prese con gli effetti della crisi finanziaria che ha portato alla nazionalizzazione della Northern Rock, e al salvataggio “a spese dei contribuenti” di colossi come RBS e Lloyds, due tra le principali banche del Regno Unito

Branson, che in passato tentò la scalata alla Northern Rock, in realtà, già opera nella finanza con la “Virgin Money” che offre carte di credito e polizze, ma anche prestiti personali e che può contare all’incirca su 2 milioni di clienti.

L’obiettivo di “Virgin Money, come ribadito dallo stesso Branson è quello di portare dinamismo e semplicità nel settore del credito in Gran Bretagna.

A questo punto non ci resta che aspettare gli sviluppi di questa nuova trovata dello spericolato imprenditore britannico.

Federico Lusi