Home Cultura Ricordando d’Arco Silvio Avalle. A otto anni dalla sua morte

Ricordando d’Arco Silvio Avalle. A otto anni dalla sua morte

Otto anni fa, il 9 gennaio 2002, si spegneva nella sua casa di Firenze dArco Silvio Avalle, illustrissimo filologo e semiologo italiano. Nato nel 1920 a Cremona, si laureò nel 1942 a Pisa, e tra il 1943 e il 1945 fu assistente di letteratura italiana allUniversità di Ginevra.

Divenne nel 1959 docente di filologia romanza, prima a Torino e poi a Firenze, e a Torino dal 1970 al 1974 insegnò anche – primo in Italia – semiologia; fu socio dellAccademia della Crusca dal 1972, e per alcuni anni direttore dell”Opera del Vocabolario”.

Accademico dei Lincei, fu un grande studioso delle letterature medievali: dalla poesia italiana delle Origini (Ai luoghi di delizia pieni. Saggio sulla lirica italiana del XIII secolo, Ricciardi, Milano-Napoli, 1977), con ricerche di lessicografia (Concordanze della lingua poetica italiana delle origini, 1922) e di metrica, alla lirica provenzale – in La letteratura medievale in lingua d’ oc nella sua tradizione manoscritta, Einaudi, Torino, 1961, lautore si occupa della tradizione dei canzonieri; è tuttora considerata esemplare ledizione di Peire Vidal.

Fu tra i primi studiosi italiani a interessarsi alla critica semiologica: fondò, insieme a Maria Corti, Dante Isella e Cesare Segre, la rivista “Strumenti critici”, che ebbe un ruolo assai importante nella diffusione della disciplina nel nostro paese. Si occupò di metodologia critica in vari saggi dimpronta teorica (Lanalisi letteraria in Italia. Formalismo. Strutturalismo. Semiologia, Ricciardi, Milano-Napoli, 1970, e altri) e in applicazioni danalisi di testi: celeberrimo lo studio su “Gli orecchini” di Montale (Il Saggiatore, Milano, 1965, poi ristampato in Tre saggi su Montale, Einaudi, Torino, 1970), pioniere dello strutturalismo.

Concluse la sua carriera dirigendo per la Crusca un programma computerizzato finalizzato alla raccolta delle concordanze della lingua poetica italiana delle origini.

A otto anni di distanza dalla morte, Avalle non è solo un compianto studioso, ma un riferimento imprescindibile per chi operi nello studio della letteratura e della critica letteraria.

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