Lazio: contro Polverini e Bonino terzo polo di IdV e Sinistra

Questa mattina Bersani, segretario del Pd, ha tessuto le lodi della candidatura di Emma Bonino, definita “una fuoriclasse”, cercando così di imprimere una svolta decisiva all’atteggiamento dei democratici nel Lazio, convincendo le minoranze del partito ad accettare la candidatura radicale senza dover ricorrere alle primarie che, ancora oggi, la Bonino ha escluso nonostante le richieste della Bindi, presidente del Pd.

Sembra però assai improbabile che il centrosinistra possa presentarsi compatto contro la candidatura della Polverini, sostenuta da PdL e Udc.
Sinistra Libertà Ecologia, la formazione di Vendola ormai orfana di Verdi e Socialisti, ha sospeso il tavolo delle trattative, dopo che in Puglia il Pd ha deciso di sostenere la candidatura di Boccia e l’alleanza con l’Udc, anche a costo di rinunciare alle primarie, condizione posta come indispensabile dal governatore uscente per ritirare la sua candidatura.

“La vicenda politica delle regionali nel Lazio – si leggeva ieri in un comunicato – è ormai in una condizione confusa e pericolosa. Si continua a discutere sui giornali di candidature più o meno probabili, ma sul progetto per il Lazio su cui costruire una solida coalizione, cioè sulle questioni che stanno a cuore ai cittadini nulla, anzi il PD ha sconvocato per l’ennesima volta il tavolo programmatico“.

Programmi e proposte che, al contrario, erano state da tempo definite e avanzate dalla Federazione della Sinistra (Rifondazione, Pdci, Socialismo2000, Lavoro & Solidarietà) e dall’Italia dei Valori.
“E’ singolare – recitava una nota congiunta dei due soggetti politici – che proprio esponenti del PD parlino di confusione nel Lazio. […] Non una parola sui problemi sempre più gravi che vivono i lavoratori, non un’attenzione alle richieste di amministrazioni locali (sindaci Pd in testa) che chiedono la sospensione cautelativa per la costruzione dell’inceneritore di Albano, non una risposta ai lavoratori della RI.REI, che chiedono la riassunzione da parte di alcune ASL di servizi appaltati ad un consorzio inaffidabile. […] il PD del Lazio non fa altro che occuparsi di candidature, di primarie, di accordi a prescindere dai programmi e dai problemi dei cittadini. Da due mesi chiediamo invano un confronto sui contenuti, per verificare la possibilità, a partire da punti fondamentali, di una coalizione, che poi dovrebbe esprimere la candidatura a presidente. Chi sta lavorando per consegnare il Lazio alla destra?“.

Nonostante numerose indiscrezioni, circolate anche sul web, dessero per probabile la candidatura, a nome della FdS, di Cesare Salvi, ex-esponente di spicco del “correntone” ai tempi dei Ds, un comunicato stampa diffuso ieri sera annunciava la candidatura di Stefano Pedica, esponente romano dell’IdV.

“La Federazione della Sinistra e l’IdV del Lazio, -recita il comunicato – per senso di responsabilita’ verso i bisogni dei cittadini laziali, confermano una campagna elettorale sui punti programmatici comuni, una coalizione aperta a tutti coloro che nel centro sinistra vi si riconoscono ed in opposizione chiara e netta al centrodestra. La Federazione della Sinistra, inoltre, avanza la candidatura a Presidente del senatore Stefano Pedica, come garante -si sottolinea- di un metodo e di contenuti che restituiscano credibilita’ alla politica e alla partecipazione di tutte e di tutti“.

Mattia Nesti