Le parole di Roberto Saviano sul caso Rosarno

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Il Sole 24 ore ha inserito Roberto Saviano nella classifica dell\’uomo dell\’anno per la battaglia di legalità, ennesimo riconoscimento per l\’autore di Gomorra.

In un\’intervista al quotidiano economico Saviano sottolinea come, nonostante ne condanni le modalità, vi sia un aspetto positivo nella tragica vicenda di Rosarno, di come, a suo avviso, a ribellarsi sia la parte sana della comunità africana, non disposta ai compromessi con la criminalità organizzata. Essi, sempre secondo lo scrittore, hanno quel coraggio che agli italiani manca, vanno considerati come alleati per la battaglia all\’illegalità: «Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere».

Nell\’intervista rilasciata al Sole 24 ore viene proposto un parallelo tra i fatti di Rosarno e quelli di Castel Volturno: Di Rosarno come di Castel Volturno si parla solo quando c\’è una rivolta. Anche questo mi colpisce: il silenzio favorisce le mafie e si perdono occasioni di sviluppo. Castel Volturno ha il maggior numero di abusi edilizi al mondo ed è il comune più africano d\’Italia. Castel Volturno ospita un\’importantissima comunità africana; Saviano sottolinea come in qualunque altro Paese europeo questa sarebbe stata l\’occasione per costruire una realtà importante, con un sindaco immigrato, un festival africano, un esempio per tutti; in Italia invece è diventata l\’occasione per creare un grande polo per il traffico di droga.

L\’intervista si sposta poi su un piano economico e politico; Saviano analizza così la situazione odierna: Cresce il disgusto degli elettori per politici collusi di destra e sinistra. Penso alla Campania dove il coordinatore Pdl è Nicola Cosentino che dice di essere dalla mia parte, ma non lo è affatto. I processi faranno il loro corso. A un politico, però, bisogna chiedere non solo di essere lontano dagli affari criminali, ma anche di avere una reputazione lontana dagli affari criminali. Il fatto che sul territorio un politico sia considerato da tutti come interlocutore di quel mondo è di per sé imbarazzante anche qualora non fosse condannato. Aggiungo che anche le politiche del centro-sinistra degli ultimi anni sono state politiche di connivenza. Spero che gli elettori alle prossime regionali facciano pulizia dei collusi mandando un segnale chiaro.

Valeria Panzeri