“Lost” meglio di Obama

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WASHINGTON – Primo. “Con il suo discorso sullo Stato dell\’Unione davanti al Congresso, il presidente Barack Obama non metterà in pericolo la messa in onda della prima puntata della sesta e ultima stagione di “Lost”.

Secondo. “Non posso immaginare uno scenario in cui milioni di persone che sperano di risolvere al più presto gli interrogativi posti da “Lost” siano sopraffatti dal presidente”.

No, non è l’ultima trovata pubblicitaria della produzione di “Lost”, ma molto più semplicemente quanto riportato dal portavoce del presidente Usa, Robert Gibbs.

La prima puntata della sesta, ed ultima stagione della serie, rischiava, infatti, di slittare a causa del tradizionale discorso sullo Stato dell\’Unione del presidente.

Il tam tam, come ormai spesso succede, era partito dalla Rete, dove infatti si era paventata l\’ipotesi che proprio il 2 febbraio alle 21, il presidente Obama, avrebbe occupato tutte le tv con il suo messaggio a reti unificate.

Causa dello slittamento dal 26 gennaio, data originariamente prevista per il discorso, al 2 febbraio sarebbe stato il fatto di dare la possibilità al Congresso di approvare in via definitiva la riforma sanitaria.

La “Abc”, emittente che trasmette la fortunatissima serie, a sua volta aveva posticipato al 2 febbraio la messa in onda, ritenendo che il discorso del presidente si sarebbe svolto tra il 21 ed il 23 di gennaio, come accade solitamente.

Da Twitter a Facebook, i migliaia appassionati di “Lost”, hanno montato la protesta, decisi a non perdere la prima puntata della serie sui sopravvissuti del volo “Oceanic 815” ed hanno, infine, convinto Obama, che sarebbe stato meglio non inimicarsi i numerosissimi fan della serie

Ovviamente l’accaduto ha avuto molta risonanza sui media americani che hanno addirittura parlato di “vittoria” dei fan di “Lost” su Obama e il suo discorso.

A questo punto non ci resta che aspettare lo “scioglimento” degli innumerevoli enigmi che hanno intrecciato negli ultimi cinque anni le vite dei naufraghi sull\’isola misteriosa.

Federico Lusi