Maroni e l’espulsione dei clandestini, ma il perchè di tutto questo?

Passata l’emergenza guerriglia urbana, la situazione in Calabria rimane ancora molto complessa e preoccupante. Nella notte è stato completato il trasferimento di più di 1100 immigrati nel cpt di Crotone e in altri che sono stati attrezzati a tempo di record. Anche stanotte comunque si sono registrati episodi di violenza con altri immigrati feriti alle gambe da colpi di arma da fuoco.

Sulla situazione è intervenuto anche  Papa Benedetto XVI  che ha chiesto, nell’Angelus di oggi  che gli immigrati vengano rispettati: “L’immigrato è un essere umano, differente per cultura e tradizione ma comunque da rispettare”, – “la violenza non deve essere mai per nessuno il modo per risolvere le difficoltà”.  Parole che sembrano quanto mai in ascoltate in questo periodo.

Il Ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini invece colpevolizza la sinistra, una parte di essa per essere più precisi, sostenendo che tutto ciò è frutto del “buonismo di una parte della sinistra che non rispetta le
regole e che vorrebbe un numero di immigrati indefinito nel nostro Paese; dichiarazioni sulla stessa lunghezza d’onda, pur con qualche differenza, del Ministro della semplificazioni Calderoli

A questo proposito è intervenuto il Ministro dell’Interno Maroni dichiarando che chi non avrà un permesso di regolare soggiorno, pur innocente e venuto quì per lavorare dovrà essere espulso. “La legge si applica e non si puo’ fare altro” è stata la sua frase più chiara.

Dalla vicenda si evince molto bene come in questo caso le vittime siano sempre e solo gli immigrati. Nessun discorso politico, non è questa l’intenzione di chi scrive: analizzando la questione da una prospettiva sociologica, va rilevato che la maggioranza di queste persone, provenivano da una situazione tragica ( guerra e fame) nei loro paesi; arrivati in Italia per lavorare come stagionali nei campi, si sono ritrovati ad abitare in un accampamento assolutamente malmesso, derisi e sfruttati dalla popolazione locale, non tutta e sarà sicuramente una minima parte di essa, ma di casi purtroppo ce ne sono stati. Una popolazione che in qualche frangente  ha anche manifestato apertamente la sua avversione a questa situazione, ora divengono ( e lo sono già da un po’)  vittima di violenze.

A seguito di queste violenze tutti gli immigrati, regolari e non, vengono trasferiti lontano dalle loro “abitazioni” ( che tra l’altro oggi sono state distrutte), perdendo così’ anche il lavoro. Ora i clandestini, giustamente,verranno rimpatriati perchè la legge così prevede. Tutto ciò è una sorta di circolo vizioso che non può avere fine. Non è questione di dare delle colpe, ma probabilmente noi che viviamo in Italia non sempre riusciamo a visualizzare bene la situazione in cui queste persone hanno vissuto fino ad ora  e in cui continuano a vivere; questa, non è mai stabile, non è mai minimamente confortevole, non è certo facile vivere così e sicuramente non aiuta la riflessione nelle reazioni a dei torti subìti.

Detto questo sicuramente l’aver messo a ferro e fuoco Rosarno scatenando una battaglia cittadina non è certo un atto meritevole da parte loro, è un atto anzi che va represso. Ma, forse, tutto ciò era evitabile semplicemente controllando di più non solo le entrate di cui tanto si discute ultimamente, ma anche il tenore di vita di queste persone una volta regolarizzate,che non sempre è quello che si può definire “normale”.

A.S.