Un giornalista del Sunday Mirror ucciso in Afghanistan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Truppe britanniche in Afghanistan

KABUL – Un giornalista del giornale britannico “Sunday Mirror” è stato ucciso e un fotografo è stato ferito dall’esplosione di un ordigno nel sud dell’Aghanistan. La bomba ha ucciso anche un militare americano e uno afgano. Lo ha reso noto il ministero della difesa di Londra.

Rupert Hamer, inviato in Afghanistan per il giornale, è morto poco dopo l’esplosione, avvenuta a nord-ovest di Nawa.

Il giornalista britannico, 39 anni, sposato con tre figli, viaggiava insieme al fotografo Philip Coburn,  rimasto, come detto, gravemente ferito nell’esplosione al seguito dei marines americani.

Il covoglio è stato colpito da un ordigno artigianale che ha colpito mentre il gruppo si stava spostando nella provincia di Helmand. Sono rimasti feriti nell’agguato anche quattro soldati statunitensi. uattro marines sono rimasti feriti nell’agguato.

Mentre da quanto sia apprende da fonti britanniche, Coburn è in condizioni serie ma comunque stabili.

Bob Ainsworth, ministro della difesa britannico, conosceva bene i due giornalisti, esperti di scenari di guerra, ha aggiunto: “Rupert Hamer e Phil Coburn hanno seguito la mia ultima visita in Afghanistan e sono rimasto colpito dal loro duro lavoro e dalla loro professionalità. I miei pensieri e le mie condoglianze vanno alle famiglie, agli amici e ai colleghi, in questo momento di grande difficoltà”.

Questo nuovo tragico episodio, conferma ancora una volta, se ve ne fosse  bisogno, quanto sia duro il lavoro degli inviati di guerra, che al fine di documentare le difficili situazioni nei vari scenari di guerra sparsi nel mondo, molto spesso mettono a repentaglio le loro vite.

Federico Lusi

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