Dalla Bolivia arriva la Coca-Colla, bevanda a base di foglie di Coca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:20

Il presidente Evo Morales, primo presidente indigeno del Paese, è famoso per masticare foglie di coca e più volte si è fatto fotografare con una foglia di coca in mano durante le riunioni alle Nazioni Unite.

Morales, appena rieletto al secondo mandato, è un forte sostenitore della coltivazione della coca e da anni si batte affinché coltivare le piante del genere erythroxylon non sia più considerato illegale a livello internazionale.

Proprio per questo, quando gli è stato mostrato il progetto di una nuova bevanda a base di foglie di coca, ha espresso un parere positivo ed è probabile che il governo sosterrà il progetto.

La bevanda, secondo un portavoce dell’Associazione Coltivatori di Coca, sarà scura e si chiamerà Coca-Colla; oltre al nome anche l’etichetta sarà simile a quella molto più famosa della Coca-Cola. Il termine deriva da “collas”, che identifica gli abitanti che vivono a ridosso delle Ande.

Per ora i prodotti a base di coca disponibili nel mercato boliviano sono solo dentifrici, farine alimentari, liquori, the e ovviamente prodotti da masticare di vario tipo, ma entro quattro mesi potrebbe aggiungersi questo soft drink, molto voluto dai coltivatori della provincia di Chapare.

I boliviani masticano foglie di coca da migliaia di anni con lo scopo di vincere la fame e i problemi legati alle altitudini elevate; la pianta, infatti, è considerata “pianta sacra” ed è menzionata nella stessa costituzione del Paese come “patrimonio culturale della Bolivia” e “fattore di coesione sociale”.

Il viceministro Victor Hugo Vasquez ha commentato definento l’iniziativa della Coca-Colla “di estremo interesse”. in quanto in linea con la politica di industrializzazione della coca che il governo porta avanti dal suo primo mandato.

La Bolivia, infatti, è il terzo Paese al mondo per produzione di coca, dopo Bolivia e Perù, e il presidente Morales già nel 2006 aumentò del 6% le aree destinate alla coltivazione di coca.

A livello internazionale fioccano critiche, soprattutto dagli USA , convinti che la politica liberale del presidente boliviano non faccia altro che facilitare il narcotraffico, visto che – secondo loro – la maggior parte dei 12 mila ettari di campi coltivati a coca sono direttamente in mano dei trafficanti, che poi producono ed esportano cocaina, il prodotto più famoso e più criticato che deriva dalla pianta di coca.

Secondo il governo di La Paz, invece, da quando sono sono stati espulsi gli agenti antidroga americani, i successi nella lotta contro quella che viene definita “oro bianco” ha dato ottimi frutti, arrivando ad un sequestro di ben 26 tonnellate di cocaina nel solo 2009.

Sebastiano Destri

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