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Il ritorno di Berlusconi tra riforme e visite al Colle

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Dopo la lunga convalescenza seguita all\’aggressione del 13 dicembre scorso a Milano, per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oggi è il giorno dell\’atteso ritorno a Roma. L\’agenda politica del premier, già fitta di impegni, prevede innanzitutto una colazione di lavoro a Palazzo Grazioli che vedrà riunito tutto lo stato maggiore del Pdl.

Gli invitati? Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, l\’onorevole avvocato, Nicolò Ghedini, i 3 coordinatori del partito: Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini, i capigruppo parlamentari del partito e i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari istituzionali.

Una squadra ben selezionata con la quale il presidente del Consiglio potrà riannodare i fili interrotti sui temi che più lo premono. Si parlerà di norme giudiziarie (con particolare attenzione alle manovre da adottare in vista dei processi in cui Berlusconi risulta imputato), di possibili riforme costituzionali (a partire dalla cosidetta Bozza Violante), di fisco e di elezioni regionali. In Campania e in Puglia, infatti, resta ancora la nebbia sui candidati da sostenere e il Cavaliere vorrebbe sciogliere al più presto ogni indugio in modo da accellerare i tempi di avvio della campagna elettorale anche in queste regioni strategiche.

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio dovrebbe, invece, recarsi al Quirinale per un incontro con Giorgio Napolitano teso a cancellare antichi dissapori e a inaugurare un nuovo rapporto all\’insegna della distensione. Al centro della discussione tra le due alte cariche dello Stato potrebbe esserci il tema della giustizia, quello delle riforme (tanto caro anche al presidente della Repubblica) e la necessità di incoraggiare un rilancio economico nel Paese.

Nel giorno del grande rientro di Silvio Berlusconi, fa notizia il mancato incontro con il co-fondatore del suo partito: Gianfranco Fini. Un appuntamento sfumato che confermerebbe sospetti e dicerie su un allontanamento sempre più marcato tra il presidente del Consiglio e quello della Camera.

Maria Saporito