Rutelli: noi verso il centrosinistra ma non si sa mai

width=300Noi siamo all\’opposizione di questo governo ed è chiaro che c\’è una preferenza per il centrosinistra. Ma non è obbligata. Così, in un\’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il leader di Api, Francesco Rutelli, chiarisce la sua volontà di tenere le mani libere in vista di possibili inedite alleanze da siglare per le prossime elezioni regionali.

Oggi riuniremo il nostro gruppo dirigente – ha continuato Rutelli – per varare un programma chiaro e forte. Un programma che terrà conto di tre punti fondamentali, irrinunciabili:  Primo: tagli alla spesa (…) – ha esordito – Secondo: una seria politica per la famiglia. Oggi chi fa figli – ha precisato l\’ex Margherita  – è svantaggiato e le famiglie sono sole rispetto al disagio giovanile, al boom di droghe e alcool. Terzo: riduzione del carico fiscale a piccole e medie imprese.

E interpellato sulla sua preferenza tra le due lady di ferro candidate alla presidenza del Lazio: La Bonino – ha detto – oggi è candidata solo dai radicali, ogni risposta sarebbe prematura. Quanto alla Polverini, peccato che abbia impostato una candidatura in modo così convenzionale, legata allo schieramento di destra; incluso Storace, che ha dato una prova disastrosa alla Regione Lazio.

Meglio se avesse creato dopo la delusione di Marrazzo – ha aggiunto Rutelli – una coalizione civica, ancorata ai problemi del territorio: sanità, ambiente, rifiuti, viabilità, il secondo aeroporto. Ma  – ha proseguito – questo dimostra la mia tesi: il bipolarismo è consumato e in crisi.

Quanto alla Puglia: Vendola – ha spiegato il leader dell\’Alleanza per l\’Italia – ha tutte le ragioni per difendere la sua esperienza di governo. E\’ lì grazie alle primarie: come fa il Pd a cacciarlo con un decreto politico, sostituendolo col candidato che lui aveva sconfitto?.

Speranzoso, infine, sulla possibile vicinanza all\’ Udc di Casini:  Continueremo insieme – ha detto – a cercare di dar vita, nei prossimi anni, a un polo nuovo, potenzialmente molto largo: liberale, democratico, riformatore, popolare, ancorato al centro e non alle estreme. Capace di accogliere – ha concluso Rutelli –  i delusi dei due schieramenti.