Arance rosse per Rosarno. A Roma un sit contro l’intolleranza

Sono arance rosse, “insanguinate”, quelle che i manifestanti hanno distribuito questo pomeriggio a Piazza Navona per dimostrare la loro vicinanza ai tanti immigrati coinvolti nei fatti di Rosarno. Una manifestazione che ha portato in piazza le associazioni antirazziste e le comunità migranti della Capitale proprio mentre il ministro Roberto Maroni riportava in Senato gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda calabrese.

“È un gesto simbolico“, hanno spiegato le associazioni. “Quello che è accaduto a Rosarno è incredibile: troppa intolleranza e troppo lassismo hanno creato questa situazione. La rivolta è giusta – hanno continuano i manifestanti – Maroni è il primo responsabile di quanto sta succedendo. Gli immigrati vivono in condizioni di degrado testimoniate anche da Medici senza frontiere e Amnesty International”.

E al sit-in romano erano presenti anche alcuni rappresentanti politici, uniti per manifestare la loro solidarietà ai braccianti stranieri costretti ad allontanarsi dalla cittadina calabrese. “Ciò che è successo a Rosarno – ha detto Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani –  è indegno di un Paese civile, così come il comportamento del ministro degli Interni. Maroni si deve dimettere. Il sangue delle arance rosse – ha concluso Diliberto – è il sangue degli immigrati sfruttati”.

Altrettanto forte il contenuto della nota diffusa oggi da Sinistra ecologica e Liberta che aveva anticipato la propria convinta adesione all’iniziativa capitolina: “Vi è il bisogno di raccontare – si legge, tra l’altro, nel testo – sfatando anche un’opinione pubblica che troppe volte strumentalizza o riduce a stereotipi la rivendicazione di persone che denunciano la loro condizione di schiavitù, che Rosarno è solo la punta di un iceberg di una Gomorra infernale che attraversa tutto il nostro Paese e che  riguarda la politica, le istituzioni, la malavita, pezzi interi di società italiana”.

Maria Saporito