Calcio-Juventus: Ciro Ferrara: “Esonero? Non sarebbe una sconfitta. Si chiuderebbe una porta ma si aprirebbe nu portone”

Oggi Ciro Ferrara, alla vigilia della sfida di Coppa Italia (ottavi di finale) contro il Napoli, che si giocherà domani sera allo stadio Olimpico di Torino, ha parlato nella cosueta conferenza stampa. La sfida deciderà non soltanto il passaggio della squadra bianconera ai quarti di finale della competizione, ma anche il futuro del tecnico sulla pancina della Signora. Su di lui c’è l’ombra di Guus Hiddink che ha già ricevuto il via libera dalla federazione russa per poter allenare anche una squadra di club oltre che la Nazionale Russa. Questa mattina  l’arrivo della dirigenza al completo ha fatto slittare l’allenamento e la conferenza stampa di due ore. Jean Claude Blanc, Roberto Bettega e Alessio Secco hanno fatto il loro ingresso al centro di allenamento di Vinovo verso le 10.30 circa, tenendo a rapporto tutta la sqaudra e lo stesso Ciro Ferrara. Una riunione tecnica in cui sono stati anche visionati alcuni filmati delle ultime partite per capire, tutti insieme, gli errori da non ripetere. Ma anche un summit per capire come fare ad uscire da questa critica situazione che vede la Juventus in crisi totale in campionato, dopo la scottante eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco. Dopo un’ora e mezza, più o meno, la squadra s’è poi allenata sui campi di Vinovo per preparare la sfida. Una sfida in total emergenza per i bianconeri, vista l’emergenza a centrocampo dovuta agli infortuni (Camoranesi, Giovinco e Poulsen) e alle assenze (Sissoko è impegnato in coppa d’Africa, mentre Marchisio è squalificato).

Oggi è stata una giornata lunga, imprevista
“Eh sì. Ci siamo chiusi negli spogliatoi e abbiamo rivisto un po’ di filmati e parlato di situazioni di gioco. Ed è slittata la conferenza stampa. Giornata più lunga del dovuto ma spero che ci faccia bene”.
La visita della dirigenza al completo: come interpreti questo segnale?
Non è la prima volta. Comunque è l’ennesima dimostrazione di quello che è la nostra dirigenza. Una dirigenza che vuole cercare di capire e allo stesso tempo restare vicina alla squadra e all’allenatore. È successo anche altre volte. Nessuna novità, nessun problema. La loro vicinanza non fa male anzi. Mi fa molto piacere. In questo momento fanno male i risultati”.
Ma queste visite producono risultati?
Indipendentemente dal discorso del campo e dei risultati, è giusto che la dirigenza sia comunque costantemente a contatto con quella che è la situazione. Nessuno di loro poi scende in campo e le situazioni tecniche e di campo restano nostre”.
Torniamo al discorso dei gol presi: come spieghi certi errori di alcuni giocatori?

“Non bisogna mai riferirsi ai soli quattro difensori. Ci sono anche giocatori deputati a restare a zona e altri che sono tutti nell’area di rigore a mantenere certe posizioni. Ci sono centrocampisti in marcatura, attaccanti che difendono a zona. Il discorso non coinvolge soltanto i difensori. Le disattenzioni ci sono costare care, questo è inevitabile. Dovremo stare molto più attenti e concentrati”.
Perché manca attenzione o concentrazione?

“Evidentemente devo insistere di più visto che non è stato fatto abbastanza. Dovrò essere ancor più intransigente”.
Ti avrebbe fatto più piacere una visita da parte della dirigenza subito dopo il k.o col Milan?
“Se fossero venuti subito dopo contro il Milan non cambiava la cosa e ormai del cambio di tecnico se ne parla già da tempo. Non era necessario il loro intervento subito dopo il Milan. Io conosco il perfettamente loro pensiero, anche se sono adulto e vaccinato e so che è un momento particolarmente difficile. Momenti che bisogna sapere superare. Il destino di ogni allenatore è legato ai risultati e se i risultati non arrivano, la società prenderà i provvedimenti che ritiene più giusti e più idonei per cambiare la tendenza dei risultati. Se poi questo significa esonero del tecnico non la prenderei come una sconfitta. La prenderei come una crescita professionale della mia carriera che è all’inizio. Io ora sono molto più concentrato e determinato alla sfida contro il Napoli. Uno degli amici ieri mi faceva notare: sei come Rocky Balboa. Prendi cazzotti, sei pieno di sangue e lividi, ma continui a dire all’avversario “non mi fai male”. Un paragone che mi calza a pennello. Ora dico “Tira più forte perché non c’è niente che mi tira giù”. Mia madre me le dava più forte. Io potrei restare  a casa dopo la sfida con il Napoli? Questa domanda me la fate alla vigilia di tutte le partite, sono stufo. Che dire. Come dice sempre mia madre: si chiude una porta e si apre nu portone”.
Però c’è una differenza tra lei e Rocky: lui aveva il pubblico dalla sua, mentre voi domani probabilmente avrete il pubblico contro. Potrebbe essere un problema:
“La Juventus è cassa di risonanza grandissima. Anche prima, quando non c’erano state critiche o contestazioni sul mio conto, io mi sono sentito comunque coinvolto, anche quando contestavano società e giocatori. E domenica è stata la stessa cosa. Capisco lo stato d’animo dei tifosi per la delusione, che poi è la mia, la nostra. Comprendiamo la delusione dei tifosi”.
Come la stanno prendendo i giocatori?
“I giocatori forti che hanno personalità non credo si facciano condizionare dagli umori sull’allenatore. Oltretutto devono sapere che io sono conscio di quello che stiamo facendo e ho tanta voglia di uscirne fuori. Insieme stiamo cercando il modo di farlo”.
Ma la squadra non ha dimostrato grande personalità negli ultimi tempi:
“E’ un momento di difficoltà anche per loro, ma all’interno della squadra ho tanti giocatori di grande personalità”.
Ha mai pensato chi me l’ha fatto fare?
“Ad averne di patate bollenti così! Sono cosciente che quando mi sono seduto su questa panchina ho suscitato anche molta invidia. Evidentemente parecchi ambivano a venire qui al posto mio. Ma non ho mai pensato chi me l’ha fatto fare. Assolutamente. Ci sono momenti in cui penso ad altro, ma non a questo”.
Lei è comunque fortunato. Altri allenatori sono stati esonerati molto prima:
“E’ un aspetto positivo, sicuramente, soprattutto quest’anno che si è battuto il record di esoneri. Trovare una società che mantiene una certa linea non capita spesso. La società sta facendo delle valutazioni e la fretta non è mai produttiva. Deve fare valutazioni a 360 gradi e credo le stia facendo. Non posso nemmeno chiudere gli occhi e fare finta che vada tutto bene”.
Il Napoli che ti ha dato tutto come calciatore potrebbe darti il colpo di grazia domani sera. Oltretutto loro sono in un momento in cui stanno bene. Voi, invece, no
Può capitare che proprio nelle emergenze ci sia una reazione forte. Sinceramente non ho mai pensato che la mia Napoli potrebbe essere la squadra che mi farà perdere la panchina. Sono più intenzionato a cercare di batterli piuttosto che a pensare ad altro. Oltretutto domani non ho tantissime soluzioni e tanta scelta”.
Diego può fare il centrocampista centrale?

“Non l’ho mai visto giocare lì. Bisognerebbe anche provarlo e capire le sue sensazioni. Le sue caratteristiche mi portano a pensare che se non l’ha mai fatto ci sarà un perché”.
Domenica contro il Chievo recupera Iaquinta?
Per lui credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo. Buffon? Dovrebbe rientrare domenica”.
Le difficoltà di Amauri che non riesce più a segnare?
“Oggi in allenamento ne ha fatti 4, per esempio. E’ un momento di difficoltà. Ogni giocatore, ogni attaccante lo incontra. E’ uno dei giocatori che ha giocato di più in senso assoluto, al di là degli infortuni e della squalifiche. Dunque può stare tranquillo: ha la mia fiducia”.
Vista l’emergenza a centrocampo di domani, non è stato un errore vendere alcuni giocatori prima di prenderne uno?
“Vista così può darsi. Ma non ci aspettavamo sicuramente il ko di giovinco, la rottura del perone di Poulsen, e via dicendo. Non è facile prevedere queste cose”.

Andrea Bonino