La pellicola Avatar accusata di razzismo. E’ polemica sul kolossal di James Cameron

width=300Ogni giorno non possono mancare nuove indiscrezioni sul fenomeno cinematografico del momento, Avatar, la pellicola firmata James Cameron, la cui uscita in Italia è prevista per il prossimo venerdì, 15 gennaio.

L’ultima voce relativa al kolossal che nel giro di pochi giorni ha mandato ko i botteghini americani, sarebbe l’accusa, avanzata da un circoscritto eppur non per questo silenzioso, gruppo di contestatori, che insieme al Vaticano non si sprecano in lodi ed applausi.

La storia narrata nella pellicola, è quella di un marine americano che si unisce ad un gruppo di alieni, esseri dalla pelle blu, al fine di distruggere la razza umana. La teoria messa in moto sul web, da parte del gruppo di contestatori, sarebbe quella in base alla quale il film avrebbe un riferimento ambiguo, eppure ben visibile, alla delicata tematica del razzismo: l’uomo bianco che arriva a salvare il “buon selvaggio”. Sulla scia di tale contestazione, numerosi sono stati i gruppi facebook, articoli pubblicati su forum e blog, video su Youtube, che sottolineerebbero la “fantasia sulla razza dal punto di vista dei bianchi” presente nella pellicola.

Ovviamente la critica è rivolta proprio al regista Cameron, che secondo i critici che sostengono tale tesi del razzismo, avrebbe ripreso e manipolato “la favola del Messia bianco”. Non mancherebbero, inoltre, le incriminazioni secondo le quali Avatar avrebbe numerose analogie a film conosciuti come “Balla coi lupi” o “L’ultimo Samurai”.

Peccato che proprio lo stesso regista avesse rimarcato, in più occasioni, quale fosse il vero intento del suo film, ossia il rispetto delle differenze e la tolleranza, esattamente due temi posti ai poli estremi della tesi sostenuta dal gruppo di contestatori.

Cameron ha voluto ancora sottolineare, in una email inviata alla Associated Press, come Avatar in realtà “ci chiede di aprire gli occhi e vedere davvero gli altri, di rispettarli anche se sono diversi, nella speranza di trovare un modo di prevenire i conflitti e vivere più in armonia su questo mondo”.

Tuttavia, il film continua a spopolare da tre settimane a questa parte, e qualche voce fuori dal coro, anche se probabilmente non giustificata, come in ogni grande o piccola impresa c’è sempre.

Emanuela Longo