Per Zuckerberg, fondatore di Facebook, la privacy è una cosa superata

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Dopo le numerose discussioni sul tema fondamentale che ruota intorno al celebre social network Facebook, ovvero la privacy, parla direttamente il suo fondatore, Mark Zuckerberg, che durante un incontro tenutosi a San Francisco, ha aperto il suo discorso affermando: “Ormai gli utenti condividono senza problemi le informazioni personali online. Le norme sociali cambiano nel tempo. E così è anche per la privacy”.

Così, dopo le recenti accuse legate proprio alle modifiche delle impostazioni sulla privacy avvenute su Facebook, il suo giovane fondatore ha decretato pubblicamente la fine della riservatezza dei dati personali in rete. Zuckerberg sostiene, infatti, che le abitudini online si evolvono velocemente, portando così alla nascita di nuove esigenze comunicative, come per esempio l’esplosione dei blog, e ciò porta, di conseguenza, anche ad un mutamento legato al discorso che ruota intorno alla privacy.

Negli ultimi tempi, circa 350 milioni di utenti del famoso social network più frequentato al mondo, hanno assistito al passaggio di alcune informazioni da private a pubbliche, che ha messo così alla berlina di tutti, lista amici, foto ed aggiornamenti personali. Ovviamente, questo cambiamento ha sollevato un polverone di grandi dimensioni, trasformando Facebook in una piazza pubblica e quindi accessibile a chiunque. Proprio in seguito alle critiche che ne sono scaturite, Zuckerberg ha sentito il bisogno di dare risposta ai tanti quesiti che molti utenti si son posti, e quindi, in merito a questo, il giovane ha voluto sottolineare quanto la privacy non sia più avvertita come un valore importante da parte degli utenti.

Ovviamente le reazioni sono state forti, nonostante qualcuno abbia rimarcato la verità decretata dal fondatore del social network. A muoversi concretamente, però, è solo la Francia, che avanza una proposta di legge che vorrebbe imporre una sorta di data di scadenza per tutte le informazioni condivise online (foto, post, video). Un modo, dunque, per essere “dimenticati” dopo un pò di tempo che si è in rete.

Emanuela Longo