Enti locali, rinviato il taglio delle poltrone

Nessun taglio delle poltrone negli enti locali, almeno per il 2010. Il governo ha infatti rinviato al 2011 la riduzione del 20%  degli amministratori di Comuni e Province, prevista nella Finanziaria. Si tratta di un taglio di 50 mila cariche tra consiglieri e assessori di Comuni e Province, che il Consiglio dei Ministri ha deciso di rimandare in vista delle prossime elezioni amministrative. Secondo il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, infatti ciò avrebbe causato “disordini” dal punto di vista elettorale, “visto che il ministro dell’Interno deve avviare le procedure per il rinnovo delle amministrazioni entro la fine di gennaio”. Il taglio coinvolgerà 32 mila consiglieri 8 mila assessori e 10 mila membri di cda. La novità del provvedimento riguarda proprio le amministrazioni provinciali, visto che in precedenza la riduzione riguardava soltanto gli assessori, mentre ora coinvolge pure i consiglieri.

Meno soldi da Roma – Nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, è stato stabilito un taglio di 13 milioni del contributo ordinario agli enti locali. La riduzione sarà “in proporzione alla popolazione residente” e riguarderà principalmente i Comuni (12 milioni).  Nel 2010 sarà spalmata su tutti gli enti, mentre nel prossimo biennio saranno coinvolte soltanto le amministrazioni che rinnoveranno i rispettivi consigli. Novità anche per i consiglieri provinciali, i cui compensi non potranno superare quelli dei parlamentari, comprese indennità di carica, indennità di funzione, diaria e rimborso spese. Il provvedimento entrerà in vigore dal primo rinnovo del consiglio successivo al decreto.

Comuni soddisfatti – Esulta l’Anci, che sottolinea come il rinvio fosse necessario. “Lo avevamo chiesto e sollecitato già da tempo – spiega Osvaldo Napoli, vice presidente vicario dell’Associazione dei Comuni italiani – e ora siamo pronti a discutere i dettagli dell’operazione, senza alcun pregiudizio. Noi stessi avevamo segnalato una ridefinizione della rappresentanza politica, a tutti i livelli”.

Marco Bresolin