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Esteri, Belgio: spuntano altre vittime del serial-killer Janssen

Ronald Janssen, il serial killer belga

Ronald Janssen è stato arrestato. Con questa buona notizia, finalmente i cittadini belgi posso tornare a dormire sonni più tranquilli.

La cattiva notizia riguarda la confessione del serial killer. Janssen, dopo aver rivelato la sua colpevolezza in 3 casi di omicidio, avrebbe quest’oggi svelato di essere l’autore di altri delitti, e rispettiva violenza carnale, avvenuti negli anni ’90, riguardanti giovani donne di età compresa tra i 15 e i 28 anni.
La lista delle sue vittime dunque potrebbe pericolosamente allungarsi. Jean-Marie Berkvens, procuratore di Bruges, ha ammesso di essere alla ricerca di eventuali riscontri con due casi di omicidio, avvenuti anni fa e tuttora irrisolti. Le vittime sono Carola Titze, 16 anni, Ingrid Caeckaert, 26 anni.

Sebbene la crudeltà e l’efferatezza degli omicidi abbiano consentito facili paragoni, non si sta profilando un nuovo caso Marc Dutroux, il killer, condannato all’ergastolo nel 2004, che tra il 1995 e il 1996 terrorizzò il Belgio, rapendo, torturando e stuprando sei ragazze, tra gli 8 e i 19 anni, di cui ne uccise 4.
Anche se il quotidiano fiammingo “De Standaard” non è della stessa opinione e ha perciò sottolineato che “Janssen potrebbe essere peggio di Dutroux”.

Chi è veramente Ronald Janssen? Docente di disegno industriale, 38 anni, è divorziato ed è padre di due figlie di 11 e 8 anni. Vive nel paesino di Loksbergen, nella provincia belga del Limburgo, ed era considerato da tutti, studenti e colleghi, una persona rispettabile, tranquilla e riservata.

Tuttavia le opinioni su di lui cambiarono radicalmente il giorno di Capodanno quando uccise, a colpi di arma da fuoco, la sua vicina di casa Shana Appeltans, 18 anni, e il fidanzato di lei, Kevin Paulus, 22 anni, che secondo Janssen “lo perseguivata”. La coppia aveva celebrato la notte del nuovo anno con la famiglia, in un locale poco distante dalla sua abitazione e da quella del serial killer. I due fidanzati uscirono insieme all’una di notte e furono ritrovati all’indomani, i corpi straziati dai proiettili, all’interno di un’auto in fiamme.

Pochi giorni dopo il professore belga fu arrestato e confessò spontaneamente la sua colpevolezza. E ammise anche di essere il responsabile dell’omicidio di una ragazza di appena 18 anni, Annick Van Uytsel, avvenuto nell’aprile 2007, il cui corpo fu rinvenuto in un sacchetto di plastica gettato in un canale.
Nel panico generale seguito alla drammatica scoperta, alcuni testimoni puntarono il dito contro Janssen, riferendo che l’insegnante aveva preso parte alla stesso party al quale la ragazza era stata vista per l’ultima volta. Tuttavia poi le indagini proseguirono seguendo un’altra pista, poiché il profilo tracciato dagli agenti di polizia non corrispondeva al 38enne.

Il Profiling è un’attività di sostegno al processo investigativo che, studiando il comportamento dell’assassino per individuarne caratteristiche personali e psicologiche, aiuta ad orientare le indagini. Non è evidentemente una scienza esatta, come la psicologia, e mai lo sarà. Ma la sua utilità è indubbia.

Il carattere in apparenza schivo e taciturno di Janssen e la sua abilità nell’eliminare ogni sua traccia nell’omicidio di Annick, fanno pensare che l’uomo possa aver ucciso altre volte. Il “De Standaard” ha insinuato che: “L’omicidio di Annick era perfetto, così perfetto che nessuno può credere che sia stato il primo”.

Gli investigatori già ipotizzano il nome di un’altra vittima, uccisa nel 2008. Tamara Morris, 27 anni, che fu ritrovata, priva di vita, in un bosco della zona. E i media belgi riportano possibili collegamenti con oltre 15 omicidi di giovani donne, rapite e poi assassinate.

Chissà. Le indagini proseguono. E noi vi terremo aggiornati su tutti gli eventuali sviluppi.

Emanuele Ballacci